venne poi dichiarato compatrono di Torino. La cappella, eret-
ta probabilmente nello stesso anno da Carlo e Ottavio
Baronis come ricorda l’iscrizione latina sul timpano «
DIVIS
FRANCISCO XAVERIO
/
CAROLO OCTAVIO ALOYSIO BRIGHITÆ
/
CAROLUS ET OCTAVIUS BARONIS FRATRES
.
D
.
D
»,
contiene
numerose opere di pregio, tra le quali una pala d’altare com-
missionata dai due fratelli ad Antonio Maria Viani
59
,
raffigu-
rante, al centro, Francesco Saverio, contornato a sinistra da
san Carlo Borromeo e santa Brigida di Svezia
60
,
a destra da
san Luigi Gonzaga
61
e da sant’Ottavio martire; nella parte
superiore, sono raffigurati diversi cherubini e il monogramma
di Cristo in gloria. È chiaro che la famiglia Baronis aveva un
rapporto profondo con questi santi e con i martiri tebei, visti
i nomi imposti ai figli per motivi devozionali. Da un episodio
narrato da padre Cepari
62
nel 1606, apprendiamo invece i
motivi della particolare devozione nei confronti di Luigi
Gonzaga, anch’egli gesuita:
Nel giugno del 1605 fu il sig. Filibetto [
sic
]
Baronis assalito una notte da
gravi dolori arenali con molta vehemenza et come persona pia ricorse
subito all’invocatione di Dio et de’ Santi et in particolare si raccomman-
dò alli Beati Ignatio e Xaverio della Compagnia di Giesù facendosi dare
le immagini loro et continuando pur tuttavia nelle medesimi dolori dalle
quattro hore di notte fino alla mattina verso le tredici senza
140
59
La pala è stata attribuita al Viani da Michela di Macco (
DI
M
ACCO
,
1995,
p. 354).
60
La scelta di ritrarre santa Brigida fu probabilmente dovuta al fatto che
la Compagnia aveva ereditato lo juspatronato per la omonima cappella
da Aleramo Beccuti (S
IGNORELLI
, 2000,
p. 267).
61
Morto nel 1591 a ventitré anni, fu beatificato nel 1605 e canonizzato
nel 1726. Le ceneri di Luigi Gonzaga poste in un vaso di lapislazzuli, dal
5
agosto del 1649, si venerano nella cappella a lui dedicata in S. Ignazio
di Loyola a Campo Marzio a Roma. In precedenza era stato sepolto
nella Chiesa dell’Annunziata del Collegio Romano.
62
C
EPARI
, 1607,
pp. 322-323.