originario di Milano, ma residente a Torino, dove possedeva
un «negotio di mercantie», destinato a svolgere un ruolo
importante nello sviluppo economico della città; Giuliana nel
1614
si unì in nozze con Lorenzo
53
,
figlio del finanziere e
mastro auditore Giorgio Georgis, consigliere comunale e
membro della Compagnia di San Paolo, altro importante
esponente di quel ceto di finanzieri e appaltatori, che agli inizi
del XVII secolo legò le proprie fortune all’era della finanza
straordinaria.
II rapporti della famiglia Baronis con la confraternita
paolina non si interruppero con la morte di Filiberto, anzi si
vennero sempre più rafforzando. La scelta adottata dalla
moglie Camilla Gianotti di dettare, il 23 gennaio del 1623,
nella «Veneranda Congregazione di San Paolo» le sue dispo-
sizioni testamentarie, confermava questo profondo legame.
Numerose le messe e le preghiere richieste, diversi i legati a
chiese e opere pie; Camilla decise di lasciare ai padri cappuc-
cini del Monte 100 fiorini, affinché celebrassero dopo la sua
138
53
Anche lui apparteneva al patriziato torinese; il padre Giorgio divenne
sindaco di Torino nel 1611; Lorenzo, insieme a Giovanni Battista
Ferreri, ricoprì questa carica nel 1621, l’anno dopo venne nominato vica-
rio. Il 13 settembre del 1623 in punto di morte decise di dettare le sue
disposizione testamentarie, nominando nella veste di tutori e curatori
della numerosa prole il fratello Giovanni Antonio e il cognato Ottavio
Baronis, tutori onorari Cesare Zaffarone e Carlo Baronis; morì 10 gior-
ni dopo all’età di 39 anni. Tra i numerosi legati lasciò alla chiesa di Santa
Maria al Monte dei Cappuccini a Torino una cospicua somma affinché
venisse realizzato un dipinto raffigurante san Francesco, da collocarsi
nell’omonima cappella. Della realizzazione venne incaricato Giovanni
Battista Crespi (1570-1632) detto il Cerano: la pala rappresenta la
Vergine con il Bambino con i santi Francesco e Lorenzo. Queste notizie
(
scheda di C. A
RNALDI DI
B
ALME
)
e una bella riproduzione si trovano in
Maestri lombardi
, 2003,
pp. 80-81. Il testamento di Lorenzo si trova in
AST, s.r.,
Insinuazione di Torino
, 1623,
lib. 3, cc. 470
r
-474
v
;
l’inventario
in
ibid.
, 1624,
lib. 3, cc. 225
r
-237
r
.