obbligato a prendere immediatamente severi provvedimenti:
isolò gli ammalati e li mise in quarantena nei lazzaretti, dis-
pose che venissero distrutte con il fuoco le suppellettili infet-
te, ordinò la soppressione degli animali domestici abban-
donati, decretò l’espulsione di mendicanti e forestieri.
Filiberto Baronis, nominato «conservatore della sanità» insie-
me al suocero e ad altri consiglieri comunali
22
,
affrontò diver-
se incombenze: fornì «pagliazze, materazzi, vesti, coperte et
altri mobili», mise in quarantena «tutti li monati sotteratori e
carretori», fece «brugiar li letti et altre cose de particolari che
non si potevano nettar», si occupò di far «transitar alla fossa-
ta gli infetti che erano al San Lazzaro et alla Maddalena»,
mandò nei luoghi accreditati centinaia di persone «tra sospet-
te e infette»
23
.
La capitale, con la popolazione decimata, la
«
borsa comune esausta di denari liquidi», paralizzata a causa
del contagio e «per la cessazione de commercij», si vide
costretta «per le rispettive necessità di medicinali, antidoti,
olio, acetto, aqua di vitta, vino et grano, et altre cose per
poter soccorer li poveri e miserabili», a chiedere nuovamente
soldi in prestito; anche in questa occasione i 2000 scudi neces-
sari per l’acquisto delle varie merci vennero immediatamente
offerti dal Baronis, ritenuto, non a torto, costante punto di
riferimento del consiglio
24
.
L’aumento considerevole di tributi ordinari, diretti e
indiretti, ma soprattutto straordinari
25
,
la cui riscossione era
demandata a ricevitori che anticipavano il denaro al duca e
poi si premuravano di riscuotere direttamente gli importi,
favorì il suo ingresso nell’
entourage
dei funzionari ducali.
129
22
ASCT,
Ordinati,
1598,
vol. 148, c. 75.
23
Ibid.
, 1599,
vol. 150/1, cc. 48, 59, 82.
24
Ibid.
, 1598,
vol. 148, c. 64.
25
Sull’importanza delle entrate ordinarie e straordinarie, ma soprattutto
sul loro aumento nel corso del XVII secolo, cfr. S
TUMPO
, 1979,
pp. 28-52.