capacità e ricchezza Filiberto Baronis, figlio di un facoltoso
mercante di Giaveno
6
.
Filiberto si trasferì nella capitale
sabauda nei primi anni Ottanta del XVI secolo, quando, gra-
zie allo sviluppo di attività commerciali e finanziarie, ebbe ini-
zio una massiccia immigrazione di banchieri, artigiani e uomi-
ni d’affari provenienti da diverse località del Piemonte, dalla
Lombardia spagnola, da Milano e Genova
7
.
Torino divenne in
questo modo una città aperta e un importante polo di at-
trazione. Si trattò di un periodo favorevole, poiché la cittadi-
nanza, le cariche municipali
8
e statali venivano concesse senza
discriminazione a forestieri e sudditi del duca. Ciò permise a
persone particolarmente capaci di svolgere un ruolo di primo
piano nello sviluppo economico di Torino e del ducato, grazie
agli uffici, all’avvocatura, all’esercizio delle professioni e della
mercatura.
Filiberto, entrato a far parte dei
cives Taurini
,
cominciò
immediatamente a beneficiare dei notevoli vantaggi offerti
dall’acquisizione della cittadinanza
9
.
Ebbe così accesso a
importanti privilegi fiscali e economici e poté concorrere
all’esercizio degli uffici comunali, alla gestione delle finanze
cittadine e agli appalti.
Il primo gradino della sua fortunata carriera è rappre-
sentato dall’accensamento del sale di Torino. La città per far
125
6
ABB,
Atti di lite tra Sebastiano Baronis e i conti di Buttigliera
,
c. 160.
7
Nella comunità torinese si distinsero per numero e competenze geno-
vesi e milanesi, particolarmente attivi nel settore del commercio e delle
manifatture; a tale proposito cfr. R
OSSO
, 1992**,
pp. 175-193; I
D
.,
1992***,
pp. 39-66.
8
Questo fenomeno non si verifica in altri contesti italiani; ad esempio, a
Firenze o a Venezia le cariche maggiori e minori erano riservate soltanto
ai patrizi e ai cittadini, escludendo gli altri sudditi del dominio fiorenti-
no o veneziano (S
TUMPO
, 1984,
pp. 157-174).
9
Sulla cittadinanza, cfr. B
IZZARRI
, 1937,
pp. 79 sgg.; E
AD
., 1930,
pp.
868-908.