139
C
ERUTTI
, 1992,
pp. 125 sgg. (come fa notare l’autrice a p. 137, comun-
que, Tesauro tornò sull’argomento nel 1673, scrivendo le
Origini delle
guerre civili
);
R
OSSO
, 1994,
pp. 173-242, in particolare pp. 238-242. Sulla
percezione della guerra civile nelle province del ducato sabaudo, offre
riflessioni interessanti M
ERLOTTI
,
in corso di stampa.
140
T
ESAURO
, 1657,
pp. 200-207; I
D
., 2003,
pp. 291-299.
141
Il riferimento è all’anno 1649 (T
ESAURO
, 1657,
p. 200; I
D
., 2003,
p. 292).
142
Sulla straordinaria ascesa del Turinetti, poi conte di Priero (1663, con
erezione in marchesato nel 1668) e, ancor più, del figlio Ercole
Giuseppe Ludovico, marchese di Priero e conte di Pertengo, cfr.
S
TUMPO
, 1979,
pp. 202-203, 309.
143
Ibid.
,
p. 274.
144
Ibid.
,
pp. 156-157, 167, 217.
145
Ibid.
,
p. 274; Rosso, 1992*, pp. 166
passim
.
146
Figlio di Agostino, esponente di un’antica famiglia di Pigna che si sta-
bilì a Torino e fece fortuna acquistando la carica di mastro uditore nella
Camera dei conti, divenendo poi consigliere di Stato e primo presidente
e Claudio Rosso, non fu solo un conflitto dinastico ma che coin-
volse, al contrario, gli interessi dell’
élite
urbana e piemontese
139
Tesauro liquida in poche pagine le vicende della Compagnia
durante la reggenza di madama reale
140
.
Ben lontane erano, ai
suoi occhi, le imprese eroiche dei primi fondatori e al contrario
troppo vicini nel tempo gli orrori della guerra e della pestilenza.
Forse, però, la fissità restituita dall’ultimo capitolo dell’
Historia
non è dovuta soltanto alla deformazione prospettica dell’autore,
che pure elogiava la composizione sociale della Compagnia, con-
traddistinta da «numero sì grande di nobili e virtuosi confratelli
che giamai non fu […] tanto fiorita»
141
.
La presenza di uomini
quali Giorgio Turinetti, ormai primo presidente delle Finanze
ducali
142
,
il conte Giovanni Francesco Cauda di Caselette, presi-
dente della Camera dei conti
143
,
il primo presidente del Senato
Giovanni Francesco Bellezia, già sindaco di Torino
144
,
il secondo
presidente della Camera dei conti Teodoro Binelli
145
e il conte
Adriano Siccardo
146
tutti superstiti delle epurazioni della guerra
116