1614,
dopo la promozione al rango di primo Presidente del
Senato di Piemonte. Nel frattempo, grazie al favore del duca,
aveva contratto un primo, vantaggioso matrimonio con
Veronica, legittimata della linea Savoia-Racconigi
127
che gli
consentì di elevarsi ulteriormente.
Il confratello vercellese Giovanni Battista Humolio (o
Umolio), consigliere di Stato e senatore del Senato di
Piemonte, nominò eredi universali i tre figli maschi Giuseppe,
che ne ripercorse le tappe, Cesare e Mario, ma per ciascuno di
essi istituì una primogenitura rigidamente legata alla porzione
di beni loro assegnata. Al maggiore sarebbero andati i beni
feudali del castello e cascine della Vernea, nei pressi di
Moncalieri, nonché «tutta la sua libraria che si ritrova haver in
casa e fuori, et insieme tutte le vesti longhe da portar in
Senato, de qualsivoglia sorte siano, con li mantelli e ferraroli
longhi d’esso signor testatore»
128
.
Se la discendenza di
Giuseppe e fratelli non fosse continuata e se nemmeno le loro
sorelle avessero dato alla luce figli con sangue degli Humolio,
l’eredità di Giovanni Battista sarebbe servita a «erigere un
collegio nella presente città di Turino, sotto il titulo di San
Giovanni Battista» gestito dalla municipalità e atto al ricove-
ro di fanciulle bisognose come la Casa del soccorso, alla quale
comunque erano legati 1000 scudi. Quando Giuseppe testò,
nel 1639, la sua posizione era ormai quella di uno dei princi-
pali ministri della corte sabauda: pur auspicando di poter
essere sepolto come il padre a Vercelli, «al presente occupata
da’ spagnoli», egli infatti era assurto al grado di Presidente
111
127
Ibidem
.
Autore di opere legali e «allegante alla causa pel
Monferrato» fu «detto, per la grande memoria, il secondo Pico della
Mirandola». Qualche sua lettera è conservata in AST, s.p.,
LP
,
lettera
“
V”, m. 41.
128
ASSP,
Compagnia di San Paolo, Lasciti
,
scat. 144, fasc. 280/1, 1610,
novembre 30.