Questi processi non erano disgiunti dall’assimilazione di
modelli comportamentali di stampo aristocratico. Leggendo il
testamento di Emanuele de Georgis, figlio del noto banchiere
Lorenzo e, come il padre e il fratello Giovan Francesco, mer-
cante di spezie e membro della Compagnia di San Paolo
118
,
colpisce il fatto che, pur dividendo l’eredità in parti uguali tra
i nipoti Lorenzo, Giovanni Antonio e Giovanni Battista, figli
dell’altro fratello Giorgio, egli volesse che il patrimonio fosse
trasmesso solo «in linea masculina»
119
.
Se questa volontà, tipi-
ca della mentalità di numerosi casati patrizi e feudali dell’e-
poca
120
,
fosse stata irrealizzabile, allora sarebbe divenuta
erede universale la Compagnia, alla quale comunque erano
legati 100 scudi per il Monte di pietà e 100 fiorini «in benefi-
cio e decoro dell’altare di detta venerabile congregatione».
Nel caso in cui, poi, uno dei suoi nipoti si fosse macchiato di
«
qualche delitto o fallo per quale il fisco venesse ad inquisir-
lo», avrebbe potuto essere reintegrato nel possesso della sua
porzione di eredità solo mediante la grazia del sovrano «perché
la sua intentione è che detti soi beni et luoro proventi reman-
ghino nella famiglia de Georgis et non per frodar le ragioni del
fisco». La reputazione – si pensi alle pagine di Maravall sulla
difesa dell’onore da parte degli
hidalgos
121
è un altro dei con-
cetti chiave su cui, a diversi livelli, si fondava il senso di appar-
tenenza a un’
élite
di carattere sociale, politico ed economico.
108
118
Su Lorenzo de Georgis, cfr.
ibid.
,
pp. 89, 108, 190, 232, 253; M
ERLIN
,
1998*,
p. 143; R
AVIOLA
, 2002**,
pp. 156-158. Sul padre e i due figli quali
confratelli di San Paolo, si veda invece C
ANTALUPPI
, 1999,
p. 90.
119
ASSP,
Compagnia di San Paolo, Lasciti
,
scat. 94, fasc. 91/1, testa-
mento del 2 gennaio 1619 (notaio Giovanni Michele Felice).
120
Per strategie analoghe messe in atto da famiglie dell’
élite
monferrina,
cfr. R
AVIOLA
,
in corso di stampa***. Sulla tardiva diffusione della pri-
mogenitura negli spazi sabaudi, cfr. P
ENE
V
IDARI
, 1986,
pp. 109-122.
121
M
ARAVALL
, 1984.