consiglieri
101
,
negli anni successivi il suo nome non risulta più né
tra questi né tra i membri della municipalità. La non apparte-
nenza a un ambito i cui contorni, tra Cinque e Seicento, erano
meno netti che altrove può essere forse spiegata chiamando in
causa il fatto che Giovanni Donato, morto probabilmente intor-
no al 1615, non avesse fatto in tempo a ricevere le patenti di
naturalizzazione concesse invece a Giovanni Paolo nel 1619,
dopo il massiccio ricorso ducale ai prestiti durante la prima guer-
ra di Monferrato
102
.
Pensare a una forma di esclusione messa in
atto, più o meno consapevolmente, dal consiglio pare improprio
se è vero che molti erano i finanzieri e mercanti di peso che
ancora vi appartenevano e se, tra gli anni Venti e Quaranta del
XVII secolo, essi crebbero addirittura di numero
103
.
Piuttosto – pur senza trascurare il parallelo processo di
progressiva aristocratizzazione che interessò anche il consi-
glio di Torino secondo criteri non del tutto dissimili da quel-
li di altre realtà italiane (Lucca, per esempio
104
) –,
si può ipo-
tizzare che i Fontanella avessero scelto di puntare in primo
luogo sul radicamento in città attraverso le attività economi-
che per poi dedicarsi anch’essi all’acquisto di cariche politi-
che e titoli. Furono i figli di Giovanni Paolo che posero le
104
101
ASCT,
Ordinati
, 1596,
c. 55 (seduta del 29 settembre). Gli fu affida-
to il «cantone del signor [Bernardo] Castagna», non a caso anch’egli
mercante e finanziere. Molti altri nomi, tra quelli dei capi di cantone,
sono riconoscibili: può essere segnalato, per esempio, Giovanni Pietro
Discalzo, mercante e creditore come il Fontanella per l’appalto della
gabella del sale, al quale fu assegnata la sorveglianza del «cantone del
signor [Marcantonio] Magnano», altro consigliere, mercante e confra-
tello (
ibid.
,
c. 55
v
).
102
AST, s.r.,
Camerale
,
PP
,
reg. 35, c. 176 (1° febbraio).
103
C
ERUTTI
, 1992,
pp. 97 sgg.
104
Cfr. il classico di Marino Berengo,
Nobili e mercanti nella Lucca del
Cinquecento
(
B
ERENGO
, 1965).
Sul dibattito relativo alla nobiltà dei
patriziati urbani è poi fondamentale la lettura di D
ONATI
, 1995.