Il successo di Giovanni Donato Fontanella e del fratello
minore, quinto e ultimo figlio di Giovanni Francesco, era
destinato a crescere. Sempre ricordati come «fondighieri in
Torino» o «mercanti fondachieri», a inizio Seicento furono tra
i più assidui fornitori e prestatori del duca, occupandosi in
particolare della casa dei principi. Così, nel 1608, risultavano
creditori di Carlo Emanuele I per 24.471 fiorini spesi «per
il prezzo di tante mercantie da loro spedite et rimesse per
servitio delli principi miei figlioli carissimi»
99
e tra il 1612 e il
’13,
insieme con Andrea Porro, altro grande mercante torine-
se divenuto loro socio, ricevettero altri numerosi mandati di
pagamento
100
.
Citare qui tutti i provvedimenti emanati a loro
favore anche negli anni successivi sarebbe tedioso, ma
è indubbio che il contatto costante con gli apparati finanzia-
ri del ducato sabaudo consentisse ai Fontanella di integrarsi
via via più profondamente nel contesto urbano. L’adesione
di Giovanni Donato alla Compagnia di San Paolo pare allo-
ra esemplificativa dell’atteggiamento di un intero ceto (quel-
lo mercantile di alto livello), ma anche del gruppo più ristret-
to degli stranieri naturalizzati bisognosi di riconoscimenti
di accettazione sociale. Non si ha notizia, però, di un suo
ingresso nel consiglio comunale di Torino: se, infatti, nel
1596,
lo troviamo tra i «cappi de’ cantoni» designati dai
103
(50
ducatoni) e Giovanni Pietro Discalzo e compagni (100 ducatoni). I
tre tedeschi erano invece creditori di 75 ducatoni a testa. Su alcuni di
essi, cfr. ancora R
AVIOLA
, 2002,
pp. 154 sgg. Sul Miloda, cfr. S
IGNORELLI
,
1992,
pp. 43-57; I
D
., 1993,
pp. 43-48.
99
AST, s.r.,
Camerale
,
PCF
,
reg. 1607 in 1608, c. 223 (5 febbraio).
100
Ibid.
,
reg. 1612 in 1614, c. 36, mandato di pagamento di 2515 fiorini
dell’8 dicembre a favore dei Fontanella e di Porro «per prezzo di robbe
e fatture che hanno fornito in serviggio de’ principi e principesse»;
ibid.
,
c. 270, analogo ordine del 27 novembre 1613 per 967 ducatoni e ancora
ibid.
,
c. 286, mandato di 918 ducatoni riferito al marzo dello stesso anno.