contenta […] et ciò per molte raggioni et ancho perché detta
signora testatrice non ha mai havuto né ha cosa alcuna delli
beni della detta signora sua madre, meno del fu signor padre».
Espletati più o meno generosamente i doveri testamentari
verso la città d’origine, la Grimaldi Fontanella pensò poi a quel-
la d’adozione e in particolare agli ordini regolari di cui era
devota e alle confraternite di cui era consorella: la Compagnia
di Gesù, i francescani e i padri della Consolata; le confraternite
della Concezione della Madonna in San Francesco, del
Cordone, sempre in San Francesco, del Corpus Domini e dei
disciplinanti in San Silvestro, tutti ricordati con legati di mode-
sta entità (20-30 lire). Lasciò poi cifre poco più consistenti alle
Orfanelle di Torino, alle convertite, all’«Hospitale del
Santissimo Sudario di Po», all’Ospedale grande e alla Casa del
soccorso delle vergini gestita dalla Compagnia di San Paolo.
Quest’ultima, infine, fu designata erede universale di tutte le
altre sostanze della Grimaldi ed è difficile non intravedere il
suggerimento del marito, confratello, dietro la decisione.
Le disposizioni restarono inerti per tredici anni, fino al
decesso della testatrice avvenuto il 9 ottobre 1612. Trattandosi
di un’eredità non priva di insidie per la frammentazione dei
capitali e il possibile gravame di debiti e ipoteche
85
,
i confratelli
ottennero il beneficio d’inventario, appoggiati da tutti i rappre-
sentanti delle famiglie o delle istituzioni aventi parte in causa
86
.
99
85
Secondo il rendiconto fornito dallo stesso Giovanni Donato
Fontanella i debiti della moglie, di 12.831 lire di Genova complessive,
superavano (di poco) i crediti, più frammentati e calcolati in 12.026 lire
(
ASSP,
Compagnia di San Paolo, Lasciti
,
scat. 97, fasc. 111/5, 1613).
86
Tra il 14 e il 30 ottobre furono chiamati a comparire tutti gli interes-
sati: oltre agli eredi genovesi, i padri di San Francesco di Torino, il capi-
tano Luca […
spazio bianco nel testo
],
priore della Compagnia del
Cordone; Girolamo Ruscassotto, priore della Compagnia della
Concezione; le Madri Convertite; Bartolomeo Cappelletto, procuratore