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suggerisce che non tutti i ricoveri fossero motivati da preoccupazioni relative
alla moralità delle donne. A fine secolo ad esempio, le ultime pensionarie
elencate nei bilanci risultano essere Francesca, Gioanna e Marianna, rispet-
tivamente madre e figlie, le cui pensioni risultano tutte pagate dall’architetto
Dejeronimis
142
.
Le professioni di coloro che pagavano le pensioni delle ricoverate, quan-
do note, ci riportano nuovamente al ceto civile: accanto all’architetto Dejero-
nimis, incontriamo il fondichiere
143
Pietro Goffi responsabile per la pensione
di donna Mariana, l’avvocato Pico che paga per Rosalia, e don Giovanni Bat-
tista Strolengo che paga per Rosa; e ancora, il medico Sandrone per donna
Cristina e il medico “provenzale” per donna Carlota. Non possiamo prendere
queste indicazioni come probanti l’origine sociale delle ricoverate, possiamo
però dire che esse avevano comunque contatti con rappresentanti del mondo
professionale e mercantile, di cui si erano guadagnate la protezione. Alme-
no in un caso, comunque, la stessa donna pare di nascita distinta: ce lo dice
l’appellativo di damigella con cui è designata Margarita Marengo di Castella-
monte, registrata nel bilancio come destinataria, per ordine del re, di lire 250
a titolo di fardello in occasione del suo matrimonio
144
.
D’altronde, la stessa
pensione di 22 lire, che risulta addirittura superiore a quelle pagate al Soc-
corso, e che dal 1777 è richiesta a tutte le donne accolte alle Forzate, è indice
di un’estrazione sociale non riconducibile al ceto popolare. Infatti, già per un
ufficiale togato che operava nelle corti periferiche o che esercitava funzioni
modeste negli organi centrali, il cui stipendio si aggirava fra le 600 e le 700 lire,
una retta di 22 lire rappresentava circa il 40% dello stipendio mensile. Mentre
per un medico o un chirurgo comunale, i cui stipendi si aggiravano fra le 400
e le 800 lire annue, la stessa retta costituiva il 66-33% dello stipendio mensile.
Come ho visualizzato nella tabella sottostante, la situazione non si sposta di
molto se applichiamo agli stessi stipendi le rette del Deposito e del Soccorso.
Per lo stipendio di 50-58 lire mensili di un ufficiale togato, la retta di 15
lire ne rappresenta il 30-26%, mentre quella di 18 lire il 36-31%; invece per lo
142
ASSP, I,
Forz.
,
Bilanci
, 255,
conti del 1795 e del 1796. Si tratta presumibilmente di Pietro
Ludovico Dejeronimis, architetto civile approvato dalla Università di Torino il 7 marzo 1799;
Brayda - Coli - Sesia, 1963. È elencato nella guida del Derossi fra gli architetti torinesi e
abitanti in Torino nel 1781; si trova anche nell’Almanacco Reale del 1783 e del 1786. Dai
registri delle Regie provvidenze risulta nominato Direttore degli estimi dei beni aggregati
alle province di nuovo acquisto, con patente del 26 settembre 1781.
143
Il termine indica un mercante con un giro di affari piuttosto ampio e pertanto dotato di
un fondaco, ovvero di un magazzino.
144
ASSP, I,
Forz., Bilanci
, 255,
conto del 1786.