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«
a mantenere nella Casa del soccorso figlie per tutto il corso della loro vita,
avendo a ciò prudentissimi motivi in contrario», propose il limite dei 30 anni
«
per assecondare quanto si può la pia intenzione», e chiese al benefattore
di lasciare facoltativo alla congregazione il rittenerne alcune sopra li anni 30 ed
anche per tutta la vita se li portamenti e le circostanze detteranno alla prudenza
[...]
come altresì di licenziarle prima degli anni 30 quando non si portino a dovere
96
.
La stessa posizione fu tenuta davanti alle analoghe disposizioni espres-
se da Domenico Borbonese
97
.
È interessante osservare, comunque, come i
benefattori siano accomunati in questo periodo dalla preoccupazione della
mancanza di un adeguato recapito al momento dell’uscita. Crosa, in parti-
colare, ne discute a lungo alla fine del primo testamento, osservando che nel
corso dei suoi viaggi in Italia era venuto a conoscenza di numerosi ricoveri
in cui le figlie erano tenute per tutta la vita. Avendo voluto indagare sui
motivi di ciò
ha inteso che molte d’esse non trovano a collocarsi in matrimonio, o per cagione
del loro personale, o per una certa persuasione che corre che non siano sì atte per
gli usi domestici, e per il governo delle famiglie, come le altre che sono allevate
in casa privata.
Egli manifesta perciò la preoccupazione che se fossero state licenziate
in età ancor abile al matrimonio sarebbero sempre state in pericolo di perdere
l’onestà, mentre in età più avanzata avrebbe significato metterle in una con-
dizione di disperazione «per non aver più il modo per guadagnarsi il vitto»
98
.
Un’altra conseguenza della fondazione di piazze da parte di privati
benefattori fu il sorgere di legami plurigenerazionali di alcune famiglie con
l’istituzione. Il fenomeno è particolarmente evidente nel caso di alcune giova-
ni che occuparono le piazze Crosa. L’ingresso di Pelagia, Domenica Maria e
Giovanna Dogliotti ad esempio, fu preceduto da quello della madre,Adelaide
Vittoria Maria Rolla. Anche la sorella di quest’ultima, Caterina Rolla, era
entrata nell’opera negli anni Settanta, e vent’anni dopo troviamo che anche
le figlie, Vincenza Carlotta Caterina e Gaspara Maria Luigia Oggero, vi sono
ricoverate. Analogamente, Domenica Caterina Apollonia Ignazia Giovine,
96
ASSP, I, 167, Libro indicante i posti ... 1788.
97
Ibidem
.
98
Ibidem
.