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Un analogo percorso evolutivo si intravede nelle Forzate, dove nel 1777
fu deciso di non accettare più donne senza il pagamento della pensione, dato
che per rimediare alle condizioni della casa, definita «mal costrutta, mal di-
sposta e poco sana», erano necessarie «gravi» spese
81
.
A partire dal 1778 la voce pensioni compare con regolarità nei conti
dell’opera, per un numero di pensionarie variabile da uno a tre, e con un costo
individuale e mensile di 22 lire, che si mantenne fino alla fine del secolo.
L’esigua composizione numerica delle internate nelle Forzate è confer-
mata anche dalla
Nuova guida per la città di Torino
di Onorato Derossi, pub-
blicata nel 1781, che indica la presenza complessiva di 5 donne. Nello stesso
anno il bilancio registra solo tre pensionarie, tuttavia le due donne in più
sono facilmente riconducibili alla Madre e alla sottomadre, o governante, la
cui presenza è testimoniata dai documenti ma non dall’autore, che si limita a
indicare come altro personale presente, due serve e un uomo. Dalla documen-
tazione sappiamo invece che la sottomadre doveva essere la signora Felicita e
la Madre una certa Maddalena; la prima era sicuramente anche un’internata
e la seconda lo era con ogni probabilità, visto che è registrata solo col nome
82
.
Anche se in tutte e tre le istituzioni le pensioni non rappresentarono le voci
di entrata più importanti, per il Soccorso e il Deposito la crescita delle piazze
pensionarie è un fenomeno comunque considerevole, da mettere in relazione
alle difficoltà economiche che le opere incontrarono avanzando nel XVIII
secolo e alla necessità di ridurre i costi di mantenimento delle figlie, che ne-
gli ultimi anni determinarono il blocco delle nomine nelle piazze di nuova
regola del Soccorso e una diminuzione dei numeri delle figlie accolte dalle
Convertite
83
.
La stessa spiegazione non può però essere adottata, nemmeno
parzialmente, per l’Opera delle forzate, che nonostante dal 1776 fosse stata
gravata dall’imposizione regia di pagare lire 1500 all’Opera del Martinetto,
saltuariamente era ancora in grado di compensare i conti in perdita delle
Convertite. Nel 1789, ad esempio, erogò a suo favore 1000 lire per le spese
correnti e 2000 lire nel 1794, sempre per supplire alle spese
84
.
Senz’altro, negli
ultimi anni di attività, l’Opera delle forzate assunse anche un ruolo di finan-
ziatrice per le Convertite. Una conferma ci viene dall’ordinato del 2 febbraio
81
ASSP, I,
Dep.-Forz.
,
Ordinati
, 252,
ordinato del 29 aprile 1777.
82
ASSP, I,
Forz.
,
Bilanci
, 255,
conto del 1781;
Dep.-Forz.
,
Ordinati
, 252,
ordinato del 25
maggio 1779.
83
ASSP, I,
Socc.
,
Ordinati
, 251;
CSP, Repertori degli ordinati
, 27,
ordinato del 28 dicembre
1794;
Dep.-Forz.
,
Ordinati
, 252,
ordinato del 16 febbraio 1796.
84
ASSP, I,
Dep.
,
Bilanci
, 254;
Dep.-Forz.
,
Ordinati
, 252,
ordinato del 30 giugno 1794.