79
Bernardi, mentre in quello del 1713 è registrata la pensione di Teresa Morena,
che ritroviamo ancora nel 1716
75
.
Se ora ci rivolgiamo al Deposito vediamo che nel primo ventennio del
XVIII secolo l’uso delle piazze pensionarie deve essere stato meno comune
che nel Soccorso; tali piazze erano previste ma non sembrano utilizzate con
frequenza e regolarità. La voce compare nelle scritture contabili con saltua-
rietà e associata a valori irrisori. Nel 1706, ad esempio, le pensioni ammonta-
no a sole lire 23 relative alla pensione di Angela Garta
76
,
chiaramente indice
di una permanenza molto limitata nel tempo, almeno come pensionaria.
A partire dal 1717-18 la menzione di pensionarie nelle scritture conta-
bili diventa più frequente e qualche anno dopo i congregati discutono della
opportunità di «accettar alcuna persona come pensionaria» e stabiliscono
che la pensione «dovrà esser sicura e non minore di lire 11 cadun mese»
77
.
Apprendiamo dunque che si richiedeva una pensione leggermente più bas-
sa rispetto a quella prevista per il Soccorso; tale caratteristica fu mantenuta
anche nella seconda metà del XVIII secolo. Quando nel 1777, ad esempio,
fu applicata alla damigella Avogadro una pensione di lire 15, nel Soccorso la
pensione era già stata aumentata a lire 18 da tre anni
78
.
La categoria di donne
a cui il Deposito si rivolgeva, almeno formalmente, le conferiva uno
status
più
basso rispetto al Soccorso, e ciò spiega evidentemente la differenza negli im-
porti delle pensioni, che pure, si noti, non è drammatica. Nelle Convertite la
pensione fu fissata a 18 lire solo nel 1781, ma sempre lasciando la facoltà agli
amministratori di accettare figlie con pensioni inferiori o senza pagamento di
pensione «qualora vi concorressero circostanze onde credesse doversi così
determinare». Fu quanto accadde, ad esempio, ad Agostina Teresa Appiotti
che ancora nel 1787 fu ammessa con una pensione di lire 12
79
.
Dalla fine degli anni Settanta del Settecento si ha l’impressione che
l’uso delle piazze pensionarie non sia solo cresciuto, ma sia diventato la con-
suetudine, mentre le piazze a spese dell’opera rappresentano l’eccezione
80
.
75
ASSP, I,
CSP
,
Bilanci
, 33,
conti del Soccorso del 1703, 1706, 1713 e 1716.
76
ASSP, I,
Dep.
,
Bilanci
, 253.
77
ASSP, I,
CSP
,
Repertori dei lasciti
, 161,
s.v.
«
Deposito», ordinato del 27 gennaio 1724.
78
ASSP, I,
Dep.-Forz.
,
Ordinati
, 252,
ordinato del 24 luglio 1777.
79
Ibid.
,
ordinati del 7 maggio 1781 e del 16 aprile 1787.
80
Un’ulteriore conferma proviene dal testo di un ordinato del maggio 1779 che, dopo aver
lamentato la presenza di diverse figlie per cui non viene pagata la pensione, affronta il pro-
blema con un’insolita determinazione, stabilendo di chiedere il pagamento anticipato di tre
mesi e di licenziarle se non fosse stato rispettato (ASSP, I,
Dep.-Forz.
,
Ordinati
, 252,
ordinato
del 25 maggio 1779).