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È bene precisare che, poiché gli ordinati indicano la data di ammissione, e più rara-
mente quella di ingresso, mi sono basata con frequenza sulla prima, tenendo sempre fermo
il presupposto che tra le due fasi passasse un arco di tempo irrilevante, come i documenti
mettevano in evidenza in diversi casi.
L’ingresso. Requisiti e profili sociali
L’ammissione nelle istituzioni assistenziali femminili della Compagnia
di San Paolo si configura come il risultato della confluenza di molteplici fat-
tori, che in questo capitolo mi propongo di presentare e analizzare. La loro
comprensione consentirà di approfondire le conoscenze sui meccanismi di
accesso al sistema assistenziale urbano e sulle categorie sociali che destarono
maggiormente l’attenzione delle istituzioni promosse dalla Compagnia.
Sin dalle origini, sia al Soccorso che al Deposito l’ammissione avveni-
va dietro segnalazione di privati o presentazione di una supplica da parte
dell’interessata, e in entrambi i casi era preceduta dalla raccolta di informa-
zioni relative a quest’ultima. Solo dopo aver seguito queste modalità la con-
gregazione poteva decidere per l’ammissione, che coincideva con l’assegna-
zione di una “piazza”, cioè di un posto la cui tipologia variava in base alle
caratteristiche della postulante. Generalmente l’ingresso seguiva dopo pochi
giorni
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.
Anche alle Forzate, benché le procedure di ammissione non siano
note, l’ingresso era preceduto da una segnalazione, questa volta del vicario.
Le modalità con cui avveniva erano tuttavia molto particolari. Le donne ve-
nivano infatti prelevate e condotte nell’opera nelle ore notturne, per non dare
scandalo e mantenere la più assoluta riservatezza. Nell’ultimo periodo, quan-
do alle segnalazioni del vicario si aggiunsero quelle di famigliari o di persone
considerate ragguardevoli e attendibili dalla congregazione, è probabile che
questa procedura sia venuta meno e abbia lasciato spazio a forme meno for-
zose e persino volontarie di internamento.
Anche la natura dei posti disponibili nelle tre istituzioni variò note-
volmente nel corso del tempo. Al Soccorso, accanto alle piazze destinate a
fanciulle in pericolo di perdere l’onore (cosiddette “di prima regola” o “di
antica regola” perché costituite alla fondazione dell’opera), vennero creati,
nella seconda metà del Seicento, posti (“di nuova regola”) che si rivolgevano
ad una clientela assai più vasta di ragazze. Inoltre venne alterato il rapporto
tra il numero di piazze a spese dell’opera e quello delle piazze a pagamento, e