72
54
ASCT,
Censimento del 1796
,
collezione XII, n. 160.
55
ASSP, I,
CSP
,
Repertori dei lasciti
, 163,
s.v.
«
Soccorso».
56
Tesauro, 1658, p. 51; Tesauro, 2003, p. 227.
da fine Seicento comparvero piazze di fondazione privata che ne vincolavano
la destinazione ai soggetti prescelti dal donatore. Ciò portò ad un notevole
incremento del numero delle residenti: il Soccorso arrivava alla fine del Set-
tecento ad accogliere circa 80 figlie
54
.
I mutamenti nelle condizioni economi-
che e nei bisogni della popolazione, l’emergere di nuove sensibilità relative
alla nozione dell’onore, e lo sviluppo di rapporti verticali di
patronage
tra
i diversi gruppi sociali sono tra i fattori alla base di queste trasformazioni.
La comparsa di nuovi soggetti coinvolti nella gestione e nel finanziamento
delle piazze portò con sé anche notevoli mutamenti nei requisiti per l’am-
missione, in termini di età, condizione famigliare e sociale, origine geografica
e condizioni morali delle ricoverate. Nelle pagine che seguono ricostruiremo
dunque l’intreccio tra questi fattori e le ripercussioni che ebbero sul profilo
delle internate.
1.
Le piazze e la loro utilizzazione
1.1
Le piazze a spese dell’Opera
Al momento della fondazione, l’Opera del soccorso aveva una capacità
di accoglimento piuttosto bassa, non tanto per problemi di spazio quanto per
le deboli disponibilità economiche. Nei regolamenti del 1601 infatti, pur non
essendo fissato alcun limite numerico si precisa che «non si admetteranno
figliuole se non per quanto potrà sostentar l’opera»
55
.
Dai regolamenti pub-
blicati dal Tesauro nella prima edizione della sua
Historia
apprendiamo però
che dal 1653 furono introdotti alcuni sostanziali mutamenti
56
.
L’autore spiega
che i cambiamenti di costume resero più rari i casi di fanciulle in pericolo
evidente e prossimo di perdere la verginità, pertanto si rese necessaria la fon-
dazione di nuove piazze per accogliere giovani il cui pericolo non fosse stato
così evidente. Risalirebbe dunque a questo periodo la distinzione tra le piazze
di antica regola, dette anche di prima regola, che dovevano corrispondere a
un quarto dei posti, e le piazze di nuova, o seconda regola, che ricoprivano i
tre quarti dei posti.
Dalle registrazioni degli ultimi decenni del Seicento, tuttavia, non emer-
gono significative differenze fra le giovani che occuparono i due tipi di piazze.
Troviamo ad esempio che la giovane Peretta, che ha il padre «vivente ma