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considerata la qualità della Casa del deposito gli obblighi e le condizioni con le
quali se ne sono assegnate le rendite, le regole che la riguardano, la gravezza delle
spese che si richieggono superiori di molto ai fondi che vi sono e liquidar si sperano
prese il Deposito sotto la sua protezione, le impose il nome di Opera delle
convertite e stabilì che il consiglio di gestione fosse composto solo più per
metà da membri della Compagnia e per la restante metà da sei direttori nomi-
nati dal sovrano
31
.
Sarebbe spettato alla Compagnia il compito di scegliere il
rettore, il vicerettore, l’economo, il direttore, il protettore e l’amministratore,
mentre il sovrano avrebbe assegnato l’incarico a due decurioni, al vicario di
polizia, all’abate canonico della metropolitana e al cappellano regio.A preoc-
cupare i confratelli dovette essere soprattutto la nomina dei personaggi che
avrebbero ricoperto questi ultimi due ruoli: si trattava infatti di incarichi che
erano assolti generalmente da personalità vicine al sovrano e quindi maggior-
mente garanti di un’azione di controllo sulla Compagnia.Viceversa, lo stretto
rapporto che legava la Compagnia al Consiglio municipale lasciava pensare
alla possibilità di una più facile condivisione di intenti con i suoi esponenti.
Non meno importante era poi il sospetto che ai direttori di nomina regia fosse
riconosciuta una preminenza su quelli della Compagnia. A nulla valse la pre-
cisazione che si sarebbero seduti tutti insieme e senza ordine di precedenza.
Né valse a rassicurare gli animi l’approvazione da parte del sovrano dei decu-
rioni proposti dai confratelli
32
.
Lo scontento provocato dall’ingerenza regia, unito alla scarsa simpatia
della Compagnia per un progetto che, per la categoria di donne a cui si rivolge-
va, esulava dagli intenti di difesa dello
status
e dell’onore femminile che muo-
vevano l’azione dei confratelli, alimentò un atteggiamento di resistenza passiva
che creò molti impedimenti e ritardò notevolmente l’attuazione del progetto.
31
ASSP, I,
CSP
,
Repertori dei lasciti
, 161,
s.v.
«
Deposito», ordinato del 12 marzo 1741;AST,
Luoghi pii di qua dai monti
,
m. 18 d’add., fasc. 9 (sul verso), Nota dei direttori approvati con
regio biglietto 6 febbraio 1742.
32
Nel 1744 la nomina dei direttori dell’Opera delle convertite fu frutto di una vera e pro-
pria contrattazione. Il conte di Pralormo si fece portavoce delle proposte dei confratelli del-
la Compagnia di San Paolo e indicò coloro la cui nomina a direttori delle Convertite sarebbe
stata gradita (AST,
Luoghi pii di qua dai monti
,
m. 18 d’add., fasc. 7, c. 3, 17 ottobre 1744).
Già nel 1742 la nomina dei decurioni destinati alla direzione dell’Opera delle convertite
da parte del re fu frutto di una contrattazione fra le parti. I confratelli proposero infatti la
nomina del decurione Stefano Giuseppe Colomba (AST,
Luoghi pii di qua dai monti
,
m. 18
d’add., fasc. 7, c. 9, 6 febbraio 1742, Elenco dei congregati nominati) che puntualmente com-
parve fra i direttori dell’opera negli ordinati successivi (AST,
Luoghi pii di qua dai monti
,
m.
18
d’add., «Memorie riguardanti le due opere pie dette l’una delle Convertite e l’altra delle
Forzate», ordinati del 29 marzo 1742 e del 27 febbraio 1743).