62
4.
Ingerenze regie e resistenze
A partire dagli anni Trenta del Settecento, l’uso delle istituzioni assi-
stenziali come aree di influenza da spartire fra i vari gruppi di potere attivi nel
tessuto urbano cominciò a incontrare un elemento di disturbo nell’autorità
regia, che fino a quel momento aveva limitato le ingerenze dirette e mantenu-
to un ruolo di controllo esterno. Sin dall’inizio le istituzioni rivolte alle donne
ricevettero le attenzioni di Carlo Emanuele III, che cominciò col porle sotto
la sua protezione. La prima ad essere toccata dal provvedimento fu la Provvi-
denza, nel 1735, mentre nel 1742 fu la volta del Soccorso e del Deposito
28
.
Se
il passaggio sotto la protezione regia non comportò grandi cambiamenti per
il Soccorso, non si può dire la stessa cosa per il Deposito. Per quest’ultimo, il
provvedimento coincise con un cambiamento di nome e con il lancio di un
progetto che avrebbe dovuto comportare la sua unione a una nuova opera,
rivolta a donne cadute nel peccato e perseveranti in esso. A far maturare una
tale idea aveva contribuito in realtà l’iniziativa di un privato, Riccardo Veg-
ghen, di origine fiamminga e sarto al servizio del sovrano, che aveva offerto a
tale opera 1000 lire annue «con speranza dell’intera sua eredità di 70.000 lire
e più». Secondo le sue indicazioni il lascito avrebbe dovuto essere utilizzato
per un’opera già esistente, in modo da evitare il proliferare di piccole opere
con caratteri e ambiti d’azione analoghi. Carlo Emanuele III pose la Compa-
gnia di San Paolo davanti alla scelta di accettare il lascito, unendolo ai fondi
del Deposito, e di farsi carico degli obblighi imposti dal benefattore, oppure di
rinunciare alla amministrazione dell’Opera del deposito e ai relativi fondi
29
.
La Compagnia optò per la prima soluzione, che consentiva di continuare a
trattare col sovrano ed eventualmente riuscire a dissuaderlo dal piano. Ebbe
così inizio una strenua resistenza al progetto regio – un esempio della sorda
opposizione al tentativo di stabilire un più solido controllo sulla sua attività
che la Compagnia condusse su più fronti dagli anni Trenta del Settecento
30
.
Il sovrano però, noncurante della rappresentanza della Compagnia vol-
ta a dimostrare la difficoltà di eseguire il progetto
28
ASSP, I,
Socc.
, 249,
fasc. 8;
Dep.
, 249,
fasc. 4.
29
AST,
Luoghi pii di qua dai monti
,
m. 18 d’add., fasc. 7, Relazione Beraudo di Pralormo
17
ottobre 1744.
30
Merlotti, 2005, pp. 131-183.