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senso si ricavano dai bilanci dell’opera, relativi agli anni Ottanta e Novan-
ta del Settecento, dove accanto alle pensioni riscosse compare il nome della
pensionaria e il periodo a cui si riferisce la pensione. Infine, si è rivelato utile
il registro del Vicariato relativo alla seconda metà del Settecento, da cui è
emerso qualche caso di donna che fu successivamente internata alle Forzate.
Il quadro demografico e sociale delle internate è dunque il risultato di
un ampio lavoro di integrazione fra le informazioni tratte da fonti diverse.
Con lo stesso metodo ho analizzato la vita interna alle opere. Sono partita da
una comparazione tra i diversi regolamenti a nostra disposizione, compilati
in epoche differenti, e li ho poi confrontati con le informazioni contenute nei
repertori dei lasciti e degli ordinati e negli ordinati stessi
5
.
Successivamente,
la consultazione a campione dei conti della Compagnia, di quelli delle singole
opere e dei rendiconti resi dal tesoriere (in particolare per le voci “pensioni”
e “guadagni delle figlie”), si è rivelata particolarmente utile per approfondire
tanto la gestione delle piazze del Soccorso quanto il significato e il peso delle
attività lavorative svolte all’interno delle opere. Informazioni interessanti sul-
la vita interna e sul personale sono derivate anche dalla memoria che il conte
San Martino di Agliè realizzò nel 1775, in qualità di rettore della Compagnia,
sul funzionamento del Soccorso e sull’osservanza delle regole. L’aspetto più
interessante del documento sta proprio nel confronto che il conte stesso ef-
fettua fra alcuni aspetti della realtà dell’opera e le disposizioni stabilite dai
regolamenti. Infine, alcuni atti notarili conservati presso l’ASSP hanno con-
tribuito a chiarire le caratteristiche del personale interno.
Sulla base di questo percorso di ricerca ho quindi riconosciuto nel de-
stino di un’internata tre momenti fondamentali, intorno ai quali si potevano
raggruppare i dati raccolti: l’ingresso, il periodo di internamento e l’uscita, e
ho mantenuto questa suddivisione nell’organizzazione dei capitoli del libro.
5
Per il Soccorso mi sono rifatta alle regole del 1601 riportate nel repertorio dei lasciti
(
ASSP, I,
CSP
,
Repertori dei lasciti
, 163,
s.v.
«
Soccorso», ordinato del 23 aprile 1601); alle
successive regole pubblicate in Tesauro, 1658, agli
Statuti aggionti alle regole della Casa del
Soccorso
[...],
alli 24 marzo 1679
,
Torino, G. Colonna, 1679 (ASSP, I,
CSP, Repertori dei lasciti
,
163,
s.v.
«
Soccorso», cc. 82-88) e alle regole pubblicate in Tesauro, 1701**. Per il Deposito, i
primi regolamenti risalgono al 1688 (ASSP, I,
CSP
,
Repertori dei lasciti
, 161,
s.v.
«
Deposito»,
Regole degli amministratori della Casa del deposito di San Paolo
,
Torino, Sinibaldo, 1688),
seguono poi le regole pubblicate in Tesauro, 1701** a cui si aggiungono per il periodo suc-
cessivo alla trasformazione in Opera delle convertite le
Regole per alcuni luoghi particolari
della Casa delle Convertite,
pubblicate in un libricino senza data e conservato nel già citato
fondo
Luoghi pii di qua dai monti
,
m. 20, Torino, Opera delle Convertite n. 3 «Regole da os-
servarsi nell’Opera delle Convertite di Torino». Quanto alle Forzate, abbiamo a disposizione
sia nella documentazione dell’AST che in quella dell’ASSP le regole stilate nel 1751.