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Anno 1892
Il 17 gennaio dopo lunga malattia Giuseppe Davicini decedeva a 41 anni d’età,
lasciando la sua opera interrotta
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Il 26 gennaio fu tenuta la sua commemora-
zione.
La GP
Il 18 febbraio incaricò il direttore cavalier Bertetti di studiare e riferire la
convenienza a dotare il nuovo edificio della illuminazione a luce elettrica.
Il 1° marzo deliberò di compiere un sopralluogo assieme alla CE nei locali in
costruzione onde definire alcune questioni e far riprendere immediatamente
i lavori, sospesi probabilmente per la morte di Davicini.
L’8 marzo diede lettura della relazione dell’ingegner Attilio Davicini, fratello
del defunto Giuseppe, sulla visita fatta all’edificio da GP e CE.
Il 15 marzo accettò la proposta del giardiniere Besson per la fornitura e
piantumazione di ippocastani nel giardino e approvò il capitolato per la for-
nitura e messa in opera dei palchetti in legno.
Il 3 maggio incaricò Antonelli di esaminare il progetto Buscaglione per l’im-
pianto di una cucina economica e unitamente ai direttori Fenolio e Dallosta
di stendere una relazione per la decorazione dei saloni. Nella stessa data de-
liberò di scegliere il sistema a gas per l’illuminazione e stipulare il contratto
con la Società che avesse presentato l’offerta più conveniente.
Il 10 maggio chiese all’ingegner Galileo Ferraris di accettare l’incarico di effet-
tuare il collaudo dell’impianto dei caloriferi costruiti dalla ditta Buscaglione,
ma il 24 maggio Ferraris declinava l’incarico che fu attribuito all’ingegner
Cesare Thovez.
Dopo il collaudo il 14 giugno ordinò di pagare i 3/10 dell’importo totale
dell’opera a Buscaglione.
La DG il 20 giugno stanziò lire 34.545 a favore della costruzione del nuovo
edificio.
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Sul quotidiano «La Gazzetta del Popolo» del 17-18 gennaio 1892 si leggeva: «Ancora
un’altra perdita dolorosa che viene a colpire la schiera dei nostri amici. Ieri dopo una ma-
lattia lunga e penosa sopportata con eroica fortezza d’animo spirava il cav. ing. Giuseppe
Davicini. L’animo buono e mite gli aveva cattivato l’affitto di uno stuolo numeroso d’amici.
La mente eletta e l’acquisita dottrina lo rendevano egregio continuatore delle tradizioni
paterne. è quindi con vivo compianto che oggi ne segnaliamo la morte …». Nella rubrica
dello “Stato Civile” Davicini era qualificato proprietario, nativo di Torino, di anni 41.