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Negli stessi anni si stava costruendo sul corso Quintino Sella il grande complesso
dell’Istituto delle Figlie dei Militari di Giovanni Angelo Reycend, che fu pure visitato dagli
allievi della Scuola di applicazione degli ingegneri di Torino.
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ASSP, II,
ISPT-FC
,
Verbali della GP
, 135,
c. 562.
332
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Il 22 luglio deliberò di non partecipare ai festeggiamenti di Ferragosto; suc-
cessivamente il 5 agosto, dopo aver preso le necessarie informazioni, stabilì di
concedere la festività a operai e personale.
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Il 12 agosto rimborsò all’impresa Florio 750 lire per mance concesse al perso-
nale addetto e accordò un mese di paga doppia agli assistenti Poncini e Stelio.
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Il 21 ottobre approvò il capitolato per opere e forniture da falegnameria. De-
signò le qualità dei pavimenti e chiese alla GPA di concedere la licitazione
privata per i sopra citati lavori e la posa in opera di pavimenti all’uso “france-
se” e in mosaico.
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Il 25 novembre segnalò di aver ottenuto l’autorizzazione alla licitazione pri-
vata per le opere da falegname che si sarebbero attivate, e che le stesse sareb-
bero state eseguite con la massima sollecitudine.
Anno 1891
La GP
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Il 13 gennaio invitò i falegnami per concorrere alla licitazione privata; suc-
cessivamente queste opere furono aggiudicate il 23 stesso mese a Francesco
Capone.
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Il 17 marzo conferì a Davicini l’incarico della redazione dei capitolati per la
pavimentazione e le opere e forniture del fabbro ferraio, il 31 furono appro-
vati i capitolati per i lavori da fabbro mentre fu rinviata ad altra seduta la
discussione sul sistema di pavimentazione. Sempre in quest’ultima data la GP
aderì alla richiesta presentata dalla Scuola d’applicazione degli ingegneri di
Torino di consentire ai suoi allievi di visitare l’edificio in costruzione
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.
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Il 4 aprile unitamente alla CE presentò una richiesta alla autorità tutoria per
essere autorizzata a proseguire nella licitazione privata per diverse forniture
e prestazioni di opere necessarie al nuovo Educatorio. Dopo ampia discussio-
ne, soprattutto circa l’opportunità di adottare o meno la pavimentazione alla
veneziana, stabilì di pavimentare in legno le «scuole», i laboratori, una sala
di ricreazione; in cemento bianco e nero l’oratorio e i corridoi; in piastrelle
di Marsiglia i dormitori, l’infermeria, il refettorio, due sale di ricreazione; in
marmo l’atrio
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Approvò il capitolato redatto da Davicini.