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Si tratta della caserma di viaAsti, divenuta tristemente famosa nel periodo dell’occupa-
zione tedesca del 1943-1945.
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La basilica di Maria Ausiliatrice.
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Era l’idea di arretrare la stazione di Porta Susa che sarebbe dovuta divenire di transito.
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Fra tutte le regioni della periferia di Torino merita di essere accennata per la pri-
ma quella di Vanchiglia, nella quale lo sviluppo recentissimo della fabbricazione
sta per far scomparire l’irrigazione cogli inconvenienti che ne derivano, e dove la
distanza del centro della Città, minore che in ogni altra parte, è ancora abbreviata
dai frequenti e comodi mezzi di comunicazione impiantatisi in questi ultimi tempi.
Qui quasi tutti i proprietari (De Bonis, Fasciotti, Turvano,Aimino, Fubini, Murial-
do, Bianco, Gallina, Colla, Bert e Banca Industria e Commercio) di terreni com-
presi fra la Dora, il Corso Regina Margherita, il Po e la linea Daziaria si dimostra-
no disposti alle maggiori concessioni allo scopo accennato della soppressione di
qualche tratto di via, ed in tal senso eransi già intavolate trattative col Municipio
quando si offriva il terreno occorrente per la grande caserma che ora si sta invece
costruendo nel Borgo Po
141
.
Le combinazioni possibili sono parecchie, e se ne in-
dicano in modo speciale due che vennero distinte coi N
i
II e III e con tinta verde
nell’unita pianta della Città [documento non presente].
Altre fusioni d’isolati si potrebbero probabilmente conseguire nei terreni che la
SocietàAnonima Immobiliare Torinese possiede nella regione Dora, oltre il pon-
te Rossini: qui però non ne venne specificatamente indicata alcuna perché le più
facili riuscirebbero forse, per la loro posizione, le meno convenienti per l’Istituto.
In condizioni più favorevoli sotto l’aspetto igienico, ma assai più infelici per l’ac-
cesso, sono i terreni che si stendono tra il Corso Vercelli, la ferrovia di Cirié e la
cinta, dove la soppressione di qualche via può riescire facilissima, e dove, quando
la località risultasse accettabile non sarebbe difficile un accordo coi proprietari.
Non pare sia invece il caso di accennare agli orti di Valdocco posti di qua della
ferrovia, dietro la Chiesa di Don Bosco
142
,
poiché, se sarebbe anche colà assai
facile la soppressione di qualcuna delle vie che mettono capo alla Dora, le con-
dizioni del livello del suolo e la natura dei fabbricati circostanti non militano a
favore di tale regione. Se ne può forse eccettuare la fronte verso il Corso Principe
Oddone dove l’unione di due isolati nella proprietà Bouvier e la soppressione di
un tratto della Via Biella fornirebbero l’area richiesta, ma qui si ha lo spaurac-
chio della nuova Stazione, il quale serve intanto a far elevare i prezzi oltre i limiti
del possibile
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.
Proseguendo lungo la cinta daziaria si incontrano i terreni Perratone - Armandi,
dove sarebbe necessario di riunire tre isolati compresi tra la via Rossi ed il viale
di circonvallazione, ottenendo il rettangolo molto allungato segnato col N° IV nel
piano. Di forma più comoda sarebbe invece l’appezzamento N° V, formato coi
terreni Perratone e Massola sopprimendo un tratto della via Durandi, al che non