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il bivio Vallino ed il bivio Zappata, ed a quella che si stende dal prolungamento
della Via Ivrea, o meglio dall’Arsenale Militare detto Fucine delle Canne alla
Stazione Succursale.
Ora delle aree disponibili fuori cinta in vicinanza delle diverse barriere daziarie
il sottoscritto non si crede per ora autorizzato a parlare, avendo la Commissione
espresso il desiderio che il terreno scelto si trovasse nell’interno della Città: se così
non fosse se ne potrebbero citare alcune a non molta distanza dalle Barriere di
Nizza, di Orbassano, del Martinetto, di Lanzo e di Milano, altre contigue alle Bar-
riere di Stupinigi, di San Paolo, di Francia, di San Rocchetto (via Cibrario), di Van-
chiglia e di quella futura di Val Salice. Ma escluse queste, ed esclusa ben anco per
la sua ubicazione la zona interna di Valdocco, la quale non soltanto si trova in una
bassura attraversata dalla Dora, ma può anche andar eventualmente soggetta ad
espropriazione quando si avverassero i sogni della Stazione massima oltre il corso
Regina Margherita, la scelta resterebbe di necessità ridotta ai terreni di Porta
Nuova rinchiusi fra la Linea di Milano e la cinta daziaria: colà si potrebbe acqui-
stare dai Signori Cacherano di Bricherasio e dal Signor Garneri un appezzamento
di terreno di superficie anche molto superiore, occorrendo, ai ventimila metri, e
compreso fra il Viale di Stupinigi ed il prolungamento del Corso Re Umberto,
quale appezzamento sarebbe da ricavarsi nel terreno segnato con tinta verde e col
n° I nella Pianta di Torino che si allega alla presente [documento non presente].
Degli altri terreni posti in questa stessa zona ed in condizioni poco dissimili da
quello indicato pare che i Signori Proprietari (Signori Garneri e Gianotti) non
siano disposti a trattare la vendita. Riguardo a tutti poi indistintamente non si
deve dimenticare come per accedervi dalla parte del Borgo S. Secondo riesca in-
dispensabile di attraversare il doppio binario delle ferrovie di Milano e di Susa, ai
quali si sta per aggiungerne un terzo, e come questo attraversamento che si pratica
ora pel solo passaggio a livello della Strada di Stupinigi costituisca un incomodo
abbastanza grave.
Tale mancanza od almeno insufficienza di aree affatto libere da ogni vincolo co-
stringe naturalmente ad esaminare se non convenga sceglierne invece qualcuna
compresa bensì sul piano d’ingrandimento, ma posta in località dove l’unione di
due od anche di parecchi isolati colla contemporanea soppressione dei tratti di
via che li dividono non presenti inconvenienti, e possa per conseguenza essere
consentita dall’Autorità Municipale e dagli altri interessati. Ciò sarà tanto più
facile se gli isolati da unirsi si troveranno vicini a qualche ostacolo contro il quale
debbano già necessariamente arrestarsi le vie in progetto, come avviene presso
parecchi edifizi molto estesi quale l’Ospedale Mauriziano, il Foro boario, l’Am-
mazzatoio, le nuove grandi caserme, e segnatamente lungo tutta la cinta daziaria.
E si è precisamente presso quest’ultima che si può più facilmente trovare quanto
si desidera, poiché gli altri edifizi accennati costituirebbero una vicinanza poco
adatta all’Istituto al quale è destinata l’area che si ricerca.