319
raggiunte. Questo istituto doveva sorgere in area capace. Nell’ipotesi di ap-
provare l’ampliamento si proponeva il seguente ordine del giorno:
la Direzione conscia della necessità di dotare il Duchessa Isabella di una nuova
sede che meglio rispondesse alle esigenze dello stesso ed al crescente numero di
allieve deliberava di addivenire intanto all’acquisto dell’area necessaria confe-
rendo mandato di fiducia alla Giunta permanente purché la spesa non superasse
le 200 mila lire.
Seguì la relazione dell’Antonelli che era contrario a una nuova costru-
zione, segnalava che i locali di via Maria Vittoria erano ampi, con una altezza
dei piani corretta, rispondevano alle esigenze del Collegio in quanto si trova-
va quasi isolato e ai limiti della città e non era chiuso da altre costruzioni che
ne danneggiassero l’aerazione generale. Avendo inoltre ridotto il braccio di
galleria a ponente che metteva in comunicazione il corpo di fabbrica prospi-
ciente all’antica via del Soccorso, con quello interno parallelo ai dormitori per
il numero accresciuto di allieve, queste non disponevano di tutte le condizio-
ni generali volute, per cui si era resa malagevole la circolazione perimetrale.
Dato l’incremento dell’istituto si pensava di usare l’attigua casa Veglio (che
da parecchi anni era annessa all’antico edificio) e il braccio interno con espo-
sizione sud, mediante opportune opere.
4.
La ricerca di una nuova area edificabile
La decisione di costruire un nuovo edificio per ospitare l’Educatorio
portò alla ricerca di un’area edificabile. L’onnipresente ingegner Davicini ef-
fettuò una lunga ricerca cui fece seguito il 4 settembre 1887 una relazione
140
indirizzata al conte Livio Benintendi, presidente delle Opere pie di San Paolo
e senatore del Regno, dalla quale emerge la difficoltà di reperire un’area di
oltre 15 mila mq adatta per un istituto educativo. La relazione è anche inte-
ressante perché segnala dove esistevano al momento possibilità edificatorie
in Torino, con notizie anche curiose quali l’intenzione del Comune di Torino
di edificare all’incrocio degli attuali corsi Matteotti e Vinzaglio.
Emerge come nella città fosse in atto un processo di espansione edilizia
che generava una scarsezza di aree fabbricabili almeno entro la cinta daziaria,
140
ASSP, II,
ISPT-FC
,
Verbali
, 99,
allegato alla seduta della GP del 7 settembre 1887.