300
fabbrica, e fatto una copia del medesimo e proceduto al calcolo de’ materiali,
ferramente e boscami». Il 25 ottobre 1753 il rettore della Compagnia di San
Paolo marchese Massimino di Ceva aveva proceduto alla posa della «pietra
fondamentale» del nuovo edificio del Soccorso in via di San Filippo
68
,
che
era stata benedetta dal confratello abate Giuseppe Provana di Collegno, alla
presenza del conte Provana di Collegno, del senatore Filippone, del signor
Ferro “giuniore” (
junior
), «
stata apposta detta pietra» seguendo le istruzioni
e il disegno del conte e architetto Agliaudi di Tavigliano
69
.
Fu pure data una
«
conveniente buona mano»
70
ai capomastri e operai impiegati nella costruzio-
ne dell’edificio. I bilanci dal 1753 al 1756
71
,
accanto all’indicazione dei costi da
sostenere per gli interessi dei prestiti accesi e per la manutenzione dell’unito
edificio affittato, contengono le spese dettagliate effettuate per la costruzione
del nuovo edificio del Soccorso, consentendo di ricostruire i costi per i singoli
materiali impiegati e le diverse tipologie di intervento: muratori, produttori
di calce e dei laterizi, mastri falegnami, fabbri. I costi sostenuti fra il 1753 e il
1757
furono di lire 165.597. Si riportano nella tabella che segue le voci di costo
più importanti.
architetto civile e misuratore dell’Università di Torino con un progetto di chiesa. Il 30 aprile
1744
firmò i progetti per la chiesa di S. Francesco a Tinella, fu autore di due progetti per la
chiesa di Andezeno (Torino), nel 1750 realizzò la chiesa di Gentilino suo paese natale, nel
1764
eseguì l’estimo dei lavori all’Eremo di Lanzo (Brayda - Coli - Sesia, 1963, p. 25).
68
La via detta di San Filippo fu denominata del Soccorso nella seconda parte da piazza
Carlina verso il Po. Dopo il 1876 la via fu intitolata alla defunta principessa Maria Vittoria
Dal Pozzo della Cisterna che aveva vissuto nell’omonimo palazzo sito all’attuale numero
civico 12, oggi sede della Provincia di Torino.
69
Ignazio Agliaudi cambiò il nome in Giampietro Baroni di Tavigliano a seguito della
adozione da parte dello zio; fu architetto operoso tra il 1705 e il 1762, allievo di Filippo Ju-
varra e proprietario di numerosi disegni opera dell’architetto messinese (Giaccaria, 2001-
2002,
pp. 171-196). L’intervento dell’Agliaudi pare limitato alla posa della prima pietra. Per
completezza si segnala che in BNUT si trova in Ris. 59-17, nn. 52-57, una serie di sei disegni
inseriti nel fondo del Baroni relativi a un progetto di collegio (pianta, prospetto e sezione)
non meglio identificato e comunque non confrontabile con l’edificio di via Maria Vittoria
data la demolizione di quest’ultimo dopo gli anni Venti del Novecento e la mancanza di una
documentazione grafica o fotografica. Ringrazio il dottor Angelo Giaccaria per la cortese
segnalazione di questi disegni.
70
Ossia una competente mancia (ASSP, I,
CSP
,
Ordinati-Verbali
, 10,
seduta del 28 ottobre
1753,
c. 454).
71
ASSP, I,
CSP
,
Bilanci
, 43-44,
conti del Soccorso.