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lire a favore della vedova. Deceduti i due coniugi il Soccorso doveva ricevere
e mantenere per sempre due giovani, una della famiglia e parentela Gianinet-
ti e una del casato della moglie, Fianda, ogni qualvolta vi fosse la presenza di
«
figlie povere e di qualità civile» da accettarsi all’età di undici anni, da man-
tenere sino a venti; queste ragazze dovevano ovviamente osservare le regole
del Soccorso
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.
Con la restante cifra di lire 67.183 (dedotte quindi le 20.000 da darsi ai
Gianinetti) si sarebbero pagati gli altri creditori della massa Madon
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con rila-
scio della debita quietanza in cui si sarebbe fatta anche cessione delle ragioni
di credito.
Nel prosieguo della seduta Orsini aveva chiesto al cavaliere Giulio Ce-
sare Frichignono di Castellengo, condirettore delle case della Compagnia, di
far visitare e stimare da persona capace la casa Madon. Era seguita la perizia
dell’ingegner Francesco Antonio Bellino
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che aveva trovato i muri e i tetti
in buon stato così come le volte e «stibbi» (stipiti), il tutto in buona qualità,
sebbene gli «sterniti» (pavimenti), un solaio e le logge necessitassero di qual-
che riparazione; la stima era di lire 87.200. La Compagnia accettò la propo-
sta, convenendo sulla necessità di disporre di un altro edificio per ricoverare
le “figliole” del Soccorso, a seguito dei lasciti già avvenuti e di quelli futuri,
mentre per contro non era sperabile di poter ingrandire la casa attualmente
posseduta, sita al termine della via di Dora Grossa. Inoltre il Soccorso avreb-
be conseguito dei vantaggi con l’acquisto della casa e sito Madon, date le sue
ampie dimensioni. Il 4 luglio dello stesso anno i creditori di Madon si raduna-
rono presso l’abitazione di Gianinetti per la vendita «alla Compagnia di San
Paolo e quietanza del Monastero di Santa Margherita di Chieri, liberazione
di Giuseppe Gianinetti alla detta Compagnia, et quitanza del Conte Giacomo
Luigi Occello, et Conte Giuseppe Saluzzo».
Con l’acquisto della casa Madon nel 1752 si rese disponibile l’area su cui
esisteva l’attiguo deposito del legname, su quest’ultima fu decisa l’edificazio-
ne della nuova sede della Casa del soccorso. Il progetto esecutivo fu affida-
to all’architetto Giovanni Battista Casasopra
67
,
che fu pagato il 15 dicembre
1753
lire 117 «per aver firmato il disegno coi suoi profili, e misure della nuova
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Nell’atto si dovevano specificare le famiglie delle casate Gianinetti e Fianda, i cui di-
scendenti avrebbero goduto in perpetuo delle due piazze.
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Il progetto fu redatto dal Gianinetti e dall’avvocato Rostagno a nome della massa cre-
ditizia.
66
La relazione d’estimo era datata 22 aprile 1752. Per l’ingegner Bellino cfr. Brayda - Coli
-
Sesia, 1963, p. 15.
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Giovanni Battista Casasopra (Gentilino, Svizzera, 18 settembre 1720-1772) approvato