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Manno, 1895-1906, vol. XIX, p. 37 (cfr.
s.v.
«
Pallavicino delle Frabose»). Era figlia di
Bonifacio Solaro di Moretta. Sposata in prime nozze con Emanuele Filiberto Costa d’Ari-
gnano, morto nel 1594 per un’archibugiata all’assedio di Bricherasio (Manno, 1895-1906,
vol.VII, p. 341, e AST, s.r.,
Patenti Controllo Finanze
, 1594
in 1595, vol. 56, c. 218). In seconde
nozze sposò Adalberto Pallavicino delle Frabose.
10
AST, s.r.,
Insinuazione di Torino
, 1616,
l. 7, c. 391, e 1619, l. 6, c. 597, citati da Laurora -
Niccoli, 2004, pp. 30-31, 34-35.
11
AST, s.r.,
Insinuazione di Torino
, 1625,
l. 10, c. 35, citato da Laurora - Niccoli, 2004, p. 46.
12
Questa ultima indicazione si può dedurre dall’atto di vendita del 16 settembre 1644 (si
veda la nota seguente) in cui si legge alla c. 205 che la «Veneranda Casa detta del Soccorso
delle povere vergini di questa città» vendeva la casa «in qual si sono tenute et tengono le figlie
dell’opera d’esso Soccorso sittuata vicino alla Chiesa di Molto Reverendi Padri della Conso-
lata di questa città sotto la parochia de Santi Giacomo e Filippo».Segue la conferma della data
di acquisto del 13 settembre 1625. I confini erano più dettagliati: «Li heredi Folcheri a Levan-
te, li signori fratelli Gastaldi a mezogiorno, et la strada a due parti più una stalla con fenera
sopra sittoata ivi et sotto le coherenze della medema casa intramediante la strada pubblica e
mezogiorno, la strada publica a ponente et le mura della città intermediante anche la strada».
Francesca Pallavicino
9
,
per una servitù imposta da quest’ultima con la costru-
zione di un ballatoio in legno. Si era così proceduto a prendere in affitto un
altro edificio, nel frattempo vi era stata l’offerta del citato teologo Arpino
con cui si addivenne alla vendita, concordata in 1050 ducatoni da 13 fiorini
l’uno, da pagarsi entro quattro anni. L’Arpino decedeva dopo qualche tempo,
un atto del 1616 indica che la casa fu venduta dagli eredi del teologo a Pie-
tro Antonio Comotto e successivamente alla citata marchesa Pallavicino che
provvide a completare il pagamento
10
alla Casa del soccorso.
Tra il 1614 e il 1625 l’istituzione ebbe probabilmente sede in una casa af-
fittata, di cui però non conosciamo l’ubicazione. Il 13 settembre 1625 la Com-
pagnia di San Paolo acquistò una nuova sede per il Soccorso
11
.
Si trattava di
un edificio, situato nella parrocchia dei SS. Giacomo e Filippo (oggi intitolata
a Sant’Agostino) proprietà del fu Giovanni Battista Augusta, ereditato dal
figlio «puppillo et herede universale» Giovanni Francesco Augusta e messo
in vendita da Silvia Augusta, vedova del citato Giovanni Battista, madre e
tutrice dei suoi figli. Era una costruzione dotata di dodici ambienti
cioè due crote, salla, dispensa e cinque camere di sopra, con cusina et due altre stan-
ze aldisopra con corte et pozzo [...] coherenti la via a due parti detto Sig. Giovanni
Francesco Augusta puppilo, per altre case et heredi del fu Sig. Giovanni Gastaldo.
Più una stalla con fenera al rimpeto di detta casa verso la muraglia della città
coherente la strada a tre parti et detto puppilo venditore per altra stalla et fenera
situata nei pressi dell’allora abbazia di Sant’Andrea, oggi chiesa della
Consolata
12
.