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13
AST, s.r.,
Insinuazione di Torino
, 1644,
l. 9, c. 205, 16 settembre, citato da Laurora - Nic-
coli, 2007, p. 21. La quietanza finale al Barozzi fu redatta come atto notarile il 28 agosto 1646
(
AST, s.r.,
Insinuazione di Torino
, 1647,
l. 7, c. 113, citato da Laurora - Niccoli, 2007, p. 25).
14
AST, s.r.,
Insinuazione di Torino
, 1645,
l. 8, c. 94, citato da Laurora - Niccoli, 2007, p. 22;
in copia in ASSP, I,
Socc.
, 249,
fasc. 3.
15
Ibidem
.
I confini indicati in questo atto presentano delle incongruenze; l’unica certezza
è che siamo nell’area della chiesa di S.Teresa d’Avila officiata dai Carmelitani, il palazzo del
Marchese Tana era all’angolo delle attuali vie Roma e Santa Teresa, il giardino dei Carme-
litani era situato tra le attuali vie Arsenale e Alfieri. Anche il sito da un trabucco e un piede
di cui alla nota 17 è indicato nei pressi della chiesa delle Capuccine che prospettava l’attuale
via Alfieri al numero civico 11 (un tempo sede del Banco di Roma), nell’isola di Santa Eli-
sabetta. Per una storia di quest’ultima cfr. Rebaudengo, 1979.
16
L’area misurava 12,5 trabucchi (m 38,05) di facciata verso sud e 8,5 trabucchi (m 26,18)
di larghezza.
17
Cfr. per la donazione AST, s.r.,
Patenti Controllo Finanze
, 20
maggio 1644. Inoltre il 2
settembre 1645 Madama Reale donava al Soccorso un sito di un trabucco e mezzo. Si veda
anche in ASSP, I,
Socc.
, 249,
fasc. 4 e 5.
18
Come indicato in AST, s.r.,
Insinuazione di Torino
, 1647,
l. 7, c. 113, gli amministratori
del Soccorso erano: Francesco Ranotto fu Agostino vice rettore, Francesco Olliveti fu Pao-
lo, Giovanni Battista Massena fu Pietro, Filliberto Fontanella fu Giovanni Paolo, Giovanni
Andrea Alberto fu Gerolamo, il conservatore era Lorenzo Guerillo fu senatore Alessandro.
19
AST, s.r.,
Insinuazione di Torino
, 1647,
l. 7, c. 115, «la qual casa non fuossi capace per
l’habittatione et usso di esse figlie. Habbino per tanto li detti signori amministratori quella
fatta reedifficare et ampliare et entrati in eccessive spese non tanto di matteriali quanto
d’oppere di maestri et condotte per quali sian in bisogno di qualche dannaro per supplire al
Seguirono gli anni tragici della Guerra dei Trent’Anni, con la peste di
manzoniana memoria del 1630 e la successiva guerra civile fra Madamisti e
Principisti. Solo dopo il 1642 vi fu un miglioramento della situazione. Gli am-
ministratori del Soccorso il 16 settembre 1644 vendettero la sede per 4800 lire
d’argento
13
,
acquirente Pietro Lorenzo Barozzi fuAntonio di S. Germano, no-
bile vercellese, conte di Monteu e barone di Lessona, consigliere e segretario
di Stato e di finanze, segretario della Sacra Religione dei SS. Maurizio e Laz-
zaro. Il 7 marzo 1645 il capitano Pietro de Crosa, «marechiale di logis della
Compagnia di Corazze delle guardie di Madama Reale, figliolo del fu Tomaso
d’Aix in Provenza», vendeva al Soccorso un edificio a cui erano confinanti a
ponente il sito del conte Federico Tana avuto in dono da Madama Reale, a
mezzogiorno la strada, a levante il sito concesso al reverendo padre d’Argen-
tero certosino (al momento di proprietà del conte Broglia) e verso mezza-
notte il giardino dei Padri di Santa Teresa
14
.
L’edificio conteneva sei camere,
inclusa la cantina e un solaio morto
15
ed era situato in «Città Nuova»
16
;
il tutto
era pervenuto al Crosa per donazione di Madama Reale
17
.
Nel 1646 France-
sco Olliveti, dottore in leggi e confratello della Compagnia di San Paolo
18
,
concesse «per causa di gratioso prestito» alla Casa del soccorso 1000 lire da
impiegare nella ristrutturazione dell’edificio
19
.
Il 16 giugno 1652 i confratelli