28
sanpaoline. Per l’identificazione e la storia delle sedi, accanto agli ordinati e
relativi repertori, ai carteggi, ai lasciti e ai registri contabili dell’ASSP, Bruno
Signorelli ha fatto ampio ricorso agli atti notarili registrati nell’ufficio dell’
In-
sinuazione di Torino
conservato presso l’AST e ha consultato presso il mede-
simo ente molti altri fondi, come i
Luoghi pii ed Opere pie
,
le
Patenti Control-
lo Finanze
,
i
Paesi per A e B
,
Torino, il
Camerale Piemonte
,
in particolare per il
censimento del 1705 e per alcuni conti della Compagnia, presenti nel fondo in
versione non definitiva, che integrano una lacuna nella serie dei rendiconti
23
.
Non si tratta dell’unico caso in cui documenti prodotti da ufficiali della
Compagnia si trovano presso altri archivi, anche privati, come nel caso dell’ar-
chivio del Castello di Guarene.Acostruire il maniero fu il conteCarloGiacinto
Roero di Guarene, personaggio poliedrico, «aristocratico ricco e illuminato»
che fece dell’architettura una professione
24
.
Egli intervenne anche nella costru-
zione della sede del Deposito nell’isola di San Giocondo
25
perché era membro
autorevole della Compagnia,nella quale è attestato dal 1708 fino allamorte nel
1749.
L’archivio del Castello conserva un «voluminoso pacco di documenti» ri-
guardanti la gestione della Casa del soccorso di cui fu economo e protettore
26
.
3.
Struttura organizzativa delle Opere pie di San Paolo
Nel 1853 Vittorio Emanuele II limitava le funzioni della Compagnia
all’esercizio delle pratiche religiose e affidava ad una
Direzione
di nomina
pubblica il patrimonio e l’amministrazione delle
Opere pie di San Paolo di
Torino
27
:
l’Ufficio pio; il Soccorso e il Deposito, di fatto unificati e trasformati
da tempo in un istituto educativo femminile, che avrebbe assunto nel 1883 il
nome di Educatorio duchessa Isabella; il Monte di pietà (dal 1930 Azienda
risparmio e credito), gli Esercizi spirituali, di lì a poco soppressi. Ad esse si
sarebbe aggiunto nel 1866 il Credito fondiario.
23
Cfr. Signorelli, 2005, pp. 66-67.
24
Antonetto, 2006, p. 15.
25
Cfr. nota 56 nel saggio di Signorelli.
26
Cfr. Antonetto,2006,pp.119-127,da cui proviene anche la notizia cheRoero esercitò l’in-
carico di economo dal 1710; citazioni pp. 15, 119. InASSP Roero risulta rettore della Compa-
gnia nel 1711, amministratore del Deposito (1722-1736), protettore del Soccorso (1722-1748)
e degli Esercizi spirituali (1722-1745),fino a diventare protettore generale dal 1746 allamorte.
27
ASSP, II,
ISPT-FC
,
Statuti
, 8,
Statuti e regolamenti delle Opere Pie di S. Paolo
di Torino,
Torino, Tip. Arnaldi, 1870, p. 3, RD 13 febbraio 1853. La denominazione mutò più volte nel
corso del tempo: 1901 Istituto delle Opere pie di San Paolo in Torino; 1927 Istituto di San
Paolo in Torino. Beneficenza e credito; 1932 Istituto di San Paolo di Torino. Credito e bene-
ficenza; 1950 Istituto bancario San Paolo di Torino (fino al 1991).