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Le «figlie» sono spesso indicate come beneficiarie dei lasciti, che preve-
dono a loro favore l’erogazione di doti, di vesti, di sussidi educativi o l’asse-
gnazione di una «piazza», cioè un posto, in una delle case educative. Le donne
si dimostrano particolarmente sensibili: sono circa un terzo dei benefattori
del Soccorso e metà del Deposito. È stato messo in luce
19
il favore goduto
dalla Casa del soccorso tra i donatori già durante il regno di Carlo Emanuele I.
Le pratiche dei lasciti hanno consentito, nel presente studio, di studiare il fe-
nomeno dello sviluppo della fondazione di piazze private nel XVII secolo e
le sue conseguenze sull’organizzazione stessa delle Case.
Per completare la rapida rassegna accenniamo ancora alla serie dei cen-
si, contratti, consentiti dalla Chiesa, tramite i quali la Compagnia o anche una
delle Opere, erogava a un privato o a un comune un capitale, in cambio di una
rendita costituita su un bene immobile.
Tra le fonti utilizzate non possiamo tacere un’opera bibliografica, l’
Isto-
ria della Compagnia
di Emanuele Tesauro
20
.
Il capitolo quinto offre infatti
molti elementi di conoscenza sulle origini e lo sviluppo dell'Opera del soccor-
so: il ruolo del padre spirituale Leonardo Magnano nell'avvio dell'iniziativa e
nella ripresa dopo la peste di fine Cinquecento; il coinvolgimento della Com-
pagnia delle umiliate e dei primi benefattori, tra cui alcuni confratelli; i nomi
e le vicende delle prime ospiti. Ma l'arguta e vivace narrazione letteraria della
storia delle tre fanciulle povere insidiate per la loro bellezza apre anche una
finestra sulla mentalità e sui valori dell’epoca. Tesauro si basa su fonti oggi
non più disponibili
21
,
come il
libro della Casa del soccorso
,
identificabile con
ogni probabilità con il tomo 3 degli ordinati; il
libro degli ufficiali
,
analogo a
quello del periodo successivo, che si è conservato; e soprattutto le
Memorie
di
padre Leonardo Magnano. Entrato nella Compagnia di San Paolo tra i primi
cento iscritti, indossò presto l'abito gesuita per poi seguire la confraternita
come direttore spirituale per più di trent'anni, promuovendone lo sviluppo
e incanalando gli interventi della Compagnia verso i poveri vergognosi e le
giovani, anche attraverso la fondazione dell'Ufficio pio
22
.
La ricerca non si è basata solamente sull’archivio della Compagnia, ma
ha attinto anche ad altre fonti. Il fondo
Luoghi pii di qua dai monti
presso
l’AST, il
Censimento del 1796
,
il fondo del
Vicariato
,
le
Carte Francesi
pres-
so l’ASCT hanno fornito numerose informazioni sulle ospiti delle istituzioni
19
Raviola, 2004, pp. 82 sgg.
20
Tesauro, 1657, riproposto in Tesauro, 2003. Cfr. anche Cantaluppi, 2009, pp. 360-361.
21
Cfr. Cantaluppi, 2003, pp. 65-66.
22
Sulla figura di Leonardo Magnano si veda anche Longo, 2007, pp. 110-111.