26
per ciascuna Opera. I repertori sono tuttora molto validi come strumenti di
ricerca e preziosi perché consentono di colmare le lacune dovute alla perdita
di tomi originali
15
,
come dimostra anche questo studio, con l’ampio ricorso
alle voci «Soccorso» e «Deposito».
Analogamente furono oggetto del condizionamento in grandi volumi,
quasi tutti connotati sul dorso con i termini moderni di
Bilanci
e
Registri di
consistenza patrimoniale,
i rendiconti dei tesorieri e gli «stati» (1701-1832)
delle varie Opere e i successivi bilanci preventivi e consuntivi, redatti a par-
tire dalla riforma contabile del 1839
16
.
Sono quasi tutti inventariati nel fondo
Compagnia di San Paolo. Dai conti delle istituzioni femminili si possono ri-
cavare informazioni sul patrimonio e sull’amministrazione, ma anche notizie
dettagliate su molteplici aspetti, come ad esempio gli interventi di restauro
delle sedi, il lavoro svolto all’interno delle Case e il vitto delle ospiti.
Molto rilevante è la serie alfabetica relativa a trecento lasciti
17
ricevuti
dalla Compagnia e dalle Opere, contenente migliaia di atti, tra il XVI e il
XIX secolo. Ciascun benefattore o benefattrice, da solo o in coppia con il
coniuge, il fratello o altri parenti, lasciava, attraverso il testamento o un atto
di donazione, una somma in denaro, un censo, «luoghi dei Monti» (quote di
prestiti pubblici), talvolta una casa o un terreno.Alcuni testatori nominarono
la Compagnia erede universale dei loro beni ed esecutrice testamentaria. Il
benefattore indicava generalmente l’Opera di destinazione e la finalità del
suo lascito: elemosine ai poveri dell’Ufficio pio, doti matrimoniali, vesti per
fanciulle povere, aiuti per i malati, posti gratuiti nella Casa del soccorso, sus-
sidi educativi, messe ed esercizi spirituali, riscatti di pegni del Monte di pietà,
pensioni e altro ancora. Molto spesso i discendenti del testatore erano indica-
ti come beneficiari privilegiati. La documentazione comprende, oltre ai testa-
menti e alle donazioni, quietanze dei beneficiari, atti di lite, alberi genealogici,
certificati di nascita e di battesimo, costituzioni di dote, contratti matrimoniali,
atti di morte, contratti di compravendita e di affitto, relazioni, corrispondenza.
L’intensa attività di gestione dei lasciti è testimoniata dalla presenza di
numerosi prospetti e di ben quindici volumi manoscritti: i già citati repertori
alfabetici, i repertori distinti per opera pia, i libri storici, gli elenchi di lasciti
dotali. Tra questi è stato molto utile per la rilevazione dei dati delle ragazze
accolte nel Soccorso il
libro indicante i posti esistenti al 1° gennaio 1788
18
.
15
Risultano mancanti i tomi 3, 8, 11, 13, 14.
16
Cfr. ASSP, I,
CSP
,
Bilanci
, 65,
Istruzioni del 7 giugno 1839 (scatola 25).
17
Il numero dei lasciti, se si integra questa serie con altre fonti, quali i citati
Repertori
alfabetici dei lasciti,
risulta ancora superiore.
18
ASSP, I,
CSP
, 167.