277
la gestione generale dell’Istituto sotto l’immediata vigilanza della Commis-
sione degli Istituti educativi»
269
,
nei confronti della quale la direttrice era in
dovere di tenersi «in corrispondenza» per fornire aggiornamenti circa quanto
avveniva nell’istituto
270
.
Nell’articolo del regolamento relativo al suo profilo
si precisava, inoltre, che era «investita dell’autorità esecutiva dei regolamenti,
delle istruzioni e delle disposizioni date dalla Commissione»
271
.
Tali responsa-
bilità vennero confermate nel corso del tempo e nei regolamenti che seguiro-
no venne data maggiore enfasi ai compiti che le spettavano: occuparsi della
gestione economica interna dell’istituto, vigilare sul personale per verificare
l’adempimento corretto del proprio dovere, accertarsi del regolare svolgi-
mento dei programmi di studio e di lavoro, così come del puntuale rispetto
degli orari e della disciplina
272
.
Un ulteriore ambito di competenze riguardava
le relazioni con i parenti delle alunne e con gli organi governativi scolastici,
nella fattispecie con il regio provveditore agli studi, con cui la direttrice «car-
teggiava» per la «vigilanza governativa sui corsi pareggiati»
273
.
Al posto di direttrice si accedeva tramite espletamento di concorso per
titoli: un bando del 1926 prevedeva che fossero i membri del CdA dell’Istituto
a scegliere la direttrice «a maggioranza assoluta […] fra le prime tre con-
correnti della graduatoria compilata dalla speciale Commissione esaminatri-
ce»
274
.
Lo stesso bando richiedeva alle candidate un’età compresa tra i 30 e i
45
anni, l’attestato di sana e robusta costituzione, il cui accertamento doveva
essere effettuato esclusivamente dal medico dell’Educatorio, e di essere «in
istato nubile o vedovile»
275
.
Un requisito, quest’ultimo, che sottolineava quale
totale dedizione venisse richiesta per l’esercizio della funzione. La candidata
al posto di direttrice doveva possedere, inoltre, «almeno il diploma magistrale
e di Direttrice didattica», diploma di laurea o equipollente, così come «certi-
ficati di uffici lodevolmente prestati in qualità di Direttrice o Vice Direttrice
in altri Istituti congeneri». Oltre a questi documenti, le aspiranti direttrici do-
vevano presentare la «fede di battesimo e altri certificati d’uso». Il bando in-
dicava l’ammontare dello stipendio annuo che sarebbe stato corrisposto, cui
veniva aggiunto «il vitto, il bucato, l’alloggio e le cure mediche». Si precisava,
269
ASSP, I,
Socc.-Dep.
, 250/1,
Regolamento 1853, art. 12.
270
Ibidem
.
271
Ibidem
.
272
ASSP, II,
EDI
, 4514,
Regolamento 1904, art. 3.
273
Ibidem
.
274
ASSP, II,
EDI
,
Personale, 4837.
275
Ibidem
.