276
chiamando in causa non solo i professori, ma le alunne stesse che, almeno in
questo caso, partecipavano attivamente nella scelta di attribuzione del pre-
mio ad una propria compagna di scuola.
Il rigido impianto di premi e punizioni non riusciva comunque a soffo-
care il gusto per il proibito. Spesso il desiderio di trasgressione era più forte
dell’adesione alle regole imposte:
altre cose sono proibite: andar sui pattini a rotelle dopo che una ragazza si è rotta
una gamba, ma lo facciamo lo stesso di nascosto all’ultimo piano, nel corridoio
antistante le camere del personale di servizio; non si deve nemmeno fumare, ma
le ‘grandi’ lo fanno nei sotterranei […]. È pure vietato fare palle di neve o racco-
glierne per mangiarla, ma noi la raccogliamo sui davanzali degli abbaini e la man-
giamo nelle scodelle con zucchero e cacao. E ancora ci si deve astenere dal cantare
canzoni sconvenienti, accendere fuochi, ma chi ci tiene dal bruciare i vecchi fogli
di quaderno? C’è un terrazzino che sembra fatto apposta per questo, lontano dagli
sguardi di chicchessia, dato che lo si può raggiungere solo scavalcando il davan-
zale di una finestra; mentre alimentiamo il focherello cantiamo quello che ci pare;
a noi Virginia, che ha cugini grandi iscritti al Cai-Uget, ha insegnato tanti canti di
montagna, che almeno non sono proibiti
265
.
6.4
Una guida per le figlie: la direttrice e il personale educativo
Sebbene fossero le alunne a ricoprire il ruolo principale nella vita
dell’Educatorio, un’attenzione particolare merita il personale che lavorava
all’interno dell’istituto
266
.
Nel regolamento del 1853 si legge che nell’istituto
lavoravano la direttrice e la vice direttrice, maestre di studio, maestre di lavo-
ro e assistenti. L’organico rimase pressoché immutato per tutto l’Ottocento.
Nei regolamenti che seguirono venne contemplata la categoria delle incarica-
te di uffici speciali
267
che comprendeva il profilo dell’economa, dell’infermiera
e guardarobiera, le vigilanti alle porte e la maestra di pianoforte
268
.
La figura della direttrice doveva rappresentare, all’interno delle Case,
un elemento portante, su cui ruotava la vita quotidiana: ad essa era «affidata
265
ASSP, II,
EDI
, 5155,
Incontro fra ex insegnanti, assistenti, alunne
,
p. 8.
266
La ricchezza del materiale documentario disponibile e l’importanza di un approfondi-
mento dei profili e della professionalità di coloro che a titolo diverso operavano all’interno
dell’Educatorio meriterebbe un’ampia trattazione.Tuttavia ciò comporterebbe l’esigenza di
una ricerca approfondita che da sola andrebbe a costituire oggetto di un intero saggio.Ai fini
del presente lavoro ci si limita ad una breve descrizione del personale operante nelle Case di
educazione,chepermettadicoglierel’importanzael’influenzainterminieducatividitalifigure.
267
ASSP, II,
EDI
, 4514,
Regolamento 1904.
268
Questo profilo professionale compare nel Regolamento del 1925.