258
ASSP, II,
EDI
, 5155,
Incontro fra ex insegnanti, assistenti, alunne
,
p. 39.
259
Ibidem
.
260
ASSP, II,
EDI
,
Regolamenti
, 4525,
Regolamento 1932, art. 90.
261
Ibid
.,
art. 5.
274
A seconda della media conseguita nelle diverse materie e sulla base del
comportamento tenuto, le fanciulle potevano incorrere in ammonizioni o in
riconoscimenti sia pubblici, sia privati. Per chi non avesse ottenuto risultati
scolastici brillanti, insufficienti o appena sufficienti, le sanzioni potevano ri-
guardare la privazione dell’uscita e l’ammonimento da parte del presidente
del San Paolo in privato o addirittura di fronte a tutte le compagne. «E ci vo-
leva poco per demeritare – ricorda un’ex alunna dell’Educatorio – un capello
sul pettine o sulla spazzola, il letto malfatto, l’armadio non in perfetto ordine,
la bacinella non del tutto pulita, un disguido nel cambio della biancheria»
258
.
Il momento della lettura dei voti da parte della direttrice rappresentava senza
dubbio un appuntamento molto sentito e per alcune altrettanto temuto: «ogni
sabato prima di sederci a tavola attendevamo la Direttrice e ascoltavamo in
silenzio la lettura dei voti di ordine e di condotta settimanali fatta da Lei; il
sette significava la perdita dell’uscita la prima domenica del mese» mentre
«
due note significavano otto in condotta mensile sul bollettino del collegio
oltre che sulla pagella trimestrale»
259
.
Nello specifico, lo statuto dell’Educatorio decretava che, qualora non
fosse stato possibile da parte «di chi dirige e di chi insegna avviare le alunne
all’adempimento del loro dovere con spirito materno»
260
,
sarebbero stati pre-
si dei provvedimenti disciplinari che andavano dall’ammonizione in privato,
all’ammonizione pubblica e alla privazione dell’uscita, sino all’espulsione.
L’espulsione rappresentava una soluzione estrema comminata all’alun-
na che, dopo la pubblica ammonizione, non avesse dimostrato un cambiamen-
to nella propria condotta. Solo in questo caso, in seguito a delibera della CE,
si procedeva all’allontanamento dall’istituto. Prima ancora dell’espulsione, vi
era in realtà un’altra forma di sanzione estremamente rigida, che consisteva
nella privazione del posto gratuito o semigratuito, prevista per quelle alunne
che «per insufficienza di studio o di condotta» avessero dovuto ripetere la
classe.
La rigidità nella definizione dei provvedimenti disciplinari era bilancia-
ta da un’altrettanto rigida casistica per l’attribuzione dei premi
261
.
Le «men-
zioni onorevoli» venivano anch’esse somministrate con periodicità mensile,
bimestrale e annuale e potevano essere di primo, secondo o terzo grado.