271
per l’ampiezza dei locali e la vicinanza con la campagna si configurava come
più idonea alla crescita delle studentesse.
Centrale e non a caso era il cortile dell’istituto, per la grande attenzio-
ne posta agli esercizi ginnici che vi venivano praticati. Anche le passeggiate
scolastiche si inserivano in un discorso di cura del corpo. Frutto della traspo-
sizione delle attività praticate dalle Società ginnastiche sorte sul territorio
piemontese, «l’uso didattico della passeggiata […] era diventato una prassi
educativa di grande importanza, tanto che si era venuta formando a poco a
poco una piccola ‘scienza’ pedagogica delle passeggiate scolastiche»
244
.
6.2
Le relazioni con la famiglia
La vita in istituto, come si è già potuto osservare, appariva in tutte le sue
attività rigidamente regolata.A questo stato di cose non si sottraeva nemme-
no l’incontro tra le alunne e le rispettive famiglie. Alle ospiti dell’Educatorio
era consentito incontrare i propri cari solo una volta alla settimana, «nei gior-
ni e nelle ore stabilite dalla Direttrice»
245
.
Anche per le uscite vigeva un’atten-
ta scansione: erano limitate ad una sola domenica al mese, alle festività civili e
religiose e agli onomastici e compleanni dei genitori o tutori. Naturalmente vi
erano poi le vacanze estive ed alcuni giorni di «licenza» concessi per il perio-
do natalizio e pasquale. Le fanciulle che non ritornavano in famiglia neppure
durante le vacanze scolastiche potevano rimanere in istituto, «salvo il paga-
mento – si precisa nel regolamento del 1925 – della retta supplementare»
246
.
Alla sola direttrice spettava il compito di concedere «permessi straordinari
di uscita durante l’anno scolastico», ma esclusivamente per gravi motivi fa-
migliari e di salute.
Le relazioni con la famiglia d’origine o con il tutore non si esauriva-
no nelle uscite e negli incontri programmati. Vi era, infatti, un’altra forma di
collegamento, rappresentato dal carteggio. Pratica ai giorni nostri ormai in
disuso, la corrispondenza rappresentava al tempo un mezzo estremamente
diffuso e fortemente sentito
247
.
Non a caso, anche in questo campo, le dispo-
sizioni non erano di certo approssimative. Nell’art. 89 del regolamento del
1914
si riportava che «le alunne possono carteggiare coi loro genitori o tutori
244
Bonetta, 1990, p. 202.
245
ASSP, II,
EDI
,
Regolamenti
, 4519,
Regolamento 1914, art. 88. L’incontro con i parenti fu
esteso a due volte alla settimana nel corso del Novecento.
246
ASSP, II,
EDI
, 4521,
Regolamento 1925, art. 73.
247
Come riportato in precedenza, alla corrispondenza con la famiglia venivano riservate
circa tre ore del pomeriggio della domenica.