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pianoforte e mandolino, e il disegno di figura o paesaggistico. Le alunne am-
messe nell’istituto dovevano aver già ricevuto una qualche preparazione sco-
lastica al momento dell’ingresso all’Educatorio. Per questa ragione, prima di
entrare, tutte venivano «sottoposte ad un esame di classificazione»
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che ne
attestava capacità e conoscenze di base. Si ricorda che, salvo i casi particolari
più volte ricordati, potevano accedere le alunne con un’età non minore di
sette anni (poi portati a sei) e non maggiore di quattordici. La richiesta che
fossero già in grado di leggere e scrivere non appare, tuttavia, scontata: l’al-
to tasso di analfabetismo in cui versava l’Italia era frutto di una situazione
problematica, in alcuni casi drammatica. Una tale relazione può essere ana-
lizzata sotto due diversi punti di vista, che non appaiono, tuttavia, del tutto
disgiunti: il primo poteva dipendere dalla necessità di partire da un livello di
preparazione che garantisse il raggiungimento degli obiettivi didattici previsti
dal piano di studio; il secondo riguardava, invece, la popolazione alla quale si
rivolgeva la scuola dell’Educatorio, popolazione di estrazione sociale alta, e
come tale bisognosa di una formazione più elevata.
Dai programmi e dalla rigida impostazione scolastica vigente si può de-
durre che le lezioni fossero improntate al vecchio stile della didattica frontale
malgrado, soprattutto nei primi due decenni del Novecento, si stesse diffon-
dendo in parte dell’Europa e degli Stati Uniti un nuovo interesse nei con-
fronti dell’infanzia, che toccò profondamente anche la scuola e le modalità
di insegnamento. Già sul finire dell’Ottocento, infatti, in America e in Euro-
pa si assisteva alla nascita delle prime “scuole nuove” nelle quali gli allievi
erano chiamati in prima persona a partecipare al loro percorso formativo,
esprimendo i propri interessi e manifestando le proprie curiosità sulla base
dei quali venivano poi definite le materie di studio. Kerschensteiner, Dewey,
Claparède, Ferrière, Décroly, furono i promotori di quel nuovo orientamen-
to pedagogico e culturale, oggi conosciuto sotto il nome di “Attivismo”, che
prese le mosse col fiorire delle prime “scuole nuove”. Incentrate sul rispet-
to assoluto dell’interesse dell’alunno, le scuole nuove si caratterizzarono per
un’organizzazione scolastica il più possibile flessibile e armonica, nella quale
lo studente poteva veramente sperimentare e soddisfare i propri bisogni di
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ASSP, II,
EDI
,
Regolamenti
, 4519,
Regolamento 1914, art. 50. Erano escluse dalla prova
di selezione le alunne provenienti dalle scuole governative o pareggiate, le quali accedevano
direttamente alla classe successiva a quella di provenienza. In questo caso, era sufficiente
presentare la pagella scolastica accompagnata dal “nulla osta” del dirigente dell’istituto di
provenienza. Nei regolamenti successivi a quello del 1914 non si fa più riferimento alla pro-
va di selezione, che si può ipotizzare fosse stata eliminata in virtù della richiesta a tutte le
alunne dell’attestato rilasciato dalla scuola frequentata.