264
Firenze in tinta naturale, dopo attente ricerche presso le modiste. Dovevamo es-
sere civettuole col cappellino e l’abito in alpaca blu tutto a pieghe che scendevano
dal corpetto, solo trattenute in vita da una cintura nera, tanto che l’allora EIAR-
RADIO Torino ci dedicò una trasmissione chiamandoci ‘le brune rondinelle del
Duchessa Isabella’
233
.
L’uniforme rappresentava senza dubbio un elemento di forte identifica-
zione e appartenenza, tanto da diventare oggetto di confronto se non addirit-
tura di competizione con le alunne di altre scuole.
Spesso incrociavamo le brune file delle Figlie dei Militari, contrassegnate da lar-
ghe bande azzurre sulla divisa scura e dal cappello da cavallerizze con lungo na-
stro azzurro pendente sulla schiena; le osservavamo quasi commiserandole per
il costume ben più antiquato del nostro, mentre esse a loro volta sembravano
degnarci appena di uno sguardo, con estrema sufficienza
234
.
Nel contesto culturale dell’epoca la divisa rispecchiava fedelmente lo
sta-
tus
sociale di cui si faceva parte. Non è un caso, quindi, che si attribuisse tanta
importanza alla cura dell’immagine, di cui l’uniforme era espressione diretta.
6.
Una giornata all’interno dell’Educatorio
6.1
La quotidianità tra studio e tempo libero
La vita all’interno dell’Educatorio duchessa Isabella era scandita da rigidi
orari che lasciavano poco tempo libero alle fanciulle. Le attività variavano di
giorno in giorno, ma sempre secondo un calendario molto preciso e dai ritmi
molto sostenuti. Come emerge da un prospetto del 1882, l’orario settimanale
prevedeva che le alunne si svegliassero molto presto: alle sei nei giorni feriali,
mezz’ora più tardi la domenica, mentre nel periodo estivo la sveglia avveniva
alle cinque, «perché si esce di buon mattino prima di scuola»
235
.
Il momento del
riposo era, invece, fissato tutti i giorni alle nove e mezza. Le attività strutturate
occupavano le fanciulle per ben 54 ore alla settimana e prevedevano lezioni
scolastiche per 36 ore, lavori femminili per un totale di 12 ore e circa 6 ore
fra lezioni di ballo, ginnastica e disegno. La mattina era organizzata secondo
uno schema che rimaneva invariato dal lunedì al sabato: le attività scolastiche
233
Ibid.
,
pp. 37-38.
234
Ibid.
,
p. 18.
235
Ibidem
.