263
due materassi, un guanciale, coperte e lenzuola. Inoltre, le alunne dovevano
poter disporre di diversi cambi di vestiario a seconda delle occasioni
228
.
Un
corredo di tale portata fa supporre, in linea con quanto più volte richiamato,
che l’accesso alle scuole del San Paolo fosse prerogativa di fanciulle prove-
nienti da famiglie sufficientemente agiate.
In aggiunta al corredo vi era poi l’elenco degli indumenti che costitui-
vano l’uniforme propria dell’Educatorio, la quale consisteva in tre grembiuli
di cotone bianco, quattro grembiuli neri, due vestiti per l’uscita, di cui uno
per l’inverno e uno per l’estate, tre vestiti per uso giornaliero interno, un cap-
pello di paglia bianca e uno di paglia nera. Guanti, manicotto, "paracqua" e
ombrellino completavano, infine, l’elenco
229
.
Nel corso degli anni alcuni capi
di vestiario non vennero più richiesti, come ad esempio il vestito da ballo e la
cappellina per il giardino
230
.
Il rigore educativo presente all’interno dell’Educatorio si rifletteva an-
che nell’immagine che le fanciulle dovevano offrire di sé al di fuori dell’istitu-
to. Nel regolamento interno del 1904 si precisava, infatti, che
le alunne sono avvezzate ad un modo di vestire semplice, pulito e ordinato: non
devono avere altro vestito che quello uniforme, né possono portare indosso o
ritenere presso di sé alcun ornamento di valore; si devono pettinare ed assettare
con semplicità e con quel decoro che conviene a giovanette educate
231
.
Un decoro che pare venisse scrupolosamente passato al vaglio, così
come sembra emergere dal ricordo delle alunne: «prima di uscire passavamo
la rivista della Direttrice e della Vice, che ci volevano in perfetto ordine»
232
.
L’attenzione all’immagine che si forniva all’esterno, dunque, era espressione
del prestigio dell’Educatorio.
La sobrietà e la semplicità nel vestire sembravano aver lasciato spazio,
negli anni, ad un abbigliamento più ricercato, che diventava per le alunne
stesse fonte di orgoglio:
la nostra divisa era molto distinta, ma a noi non piacevano i copricapo: paglietta
alla Chevalier, nera in inverno, bianca in estate; tanto insistemmo che il Presidente
ci concesse di adottare un basco in panno blu e una deliziosa cloche in paglia di
228
Sivedanelsecondovolumelariproduzionedell’“Elencodeglioggettiformantiilcorredo”
del 1925 (ASSP, II,
EDI
,
Regolamenti
, 4521,
Regolamento per l’Educatorio, 1925, pp. 27-28).
229
ASSP, II,
EDI
, 4521,
Regolamento 1925, tabella E.
230
ASSP, II,
EDI
,
Programmi scolastici
, 4566.
231
ASSP, II,
EDI
, 4514,
Regolamento 1904, art. 62.
232
ASSP, II,
EDI
, 5155,
Incontro fra ex insegnanti, assistenti, alunne
,
p. 18.