262
a merenda (con latte caldo per le alunne che lo desiderano, a carico però delle
famiglie). Alla sera: minestra, pane, piatto di carne guernito, o uova, pesce, salati,
fritture, formaggio, ecc.
224
.
Infine, si ritrovava la prescrizione che nei giorni di divieto ecclesiastico,
così come previsto dalla dottrina cristiana, i piatti di carne sarebbero stati
sempre sostituiti con portate di pesce o di uova
225
.
5.3
Il corredo delle alunne
Il corredo, di cui le fanciulle dovevano essere provviste all’ingresso
in istituto, era di particolare importanza: costituiva, infatti, per la famiglia
dell’alunna un costo non irrilevante. Le norme del 1853 si limitavano a ri-
portare fra i criteri vincolanti per l’ammissione nelle Case del soccorso e del
deposito la presenza del corredo e l’obbligo a «mantenerlo sempre compiu-
to»
226
.
Il personale era incaricato di verificare che quest’obbligo venisse assol-
to e ciò non era solo un retaggio dei tempi passati, ma costituiva una pratica
osservata anche nel corso del Novecento.
Alla fine dell’anno la Vice viene a controllare il corredo di ciascuna di noi, per
constatare se abbiamo ancora tutti i capi dichiarati: su di un battente dell’armadio,
infatti, dalla parte interna è attaccato con una puntina da disegno un foglio stam-
pato coll’elenco della biancheria personale richiesta; vicino sta scritto il nume-
ro effettivo di ciò che abbiamo; durante il controllo la Vice, accompagnata dalla
Assistente responsabile, tenendo il nostro elenco in mano ci rivolge le fatidiche
domande:‘Quante lenzuola hai, ragazza? Quante federe?’ e noi dobbiamo rispon-
dere ricordando a memoria tutti i numeri dell’elenco, mostrando i capi contenuti
nell’armadio e giustificando le differenze eventuali. Ogni tanto qualcuna finge di
capire male e alla domanda: ‘Quanti materassi hai, ragazza?’ risponde: ‘Dodici;
otto qui, uno in tasca e gli altri a lavare’; tutta contenta di vedere il soprassalto
della Vice, che la invita a fare attenzione
227
.
I regolamenti successivi indicavano scrupolosamente i capi che doveva-
no comparire nel corredo. Ogni alunna doveva presentarsi in istituto fornita
di tutto l’occorrente per soggiornarvi. Venivano richiesti non solo il vestiario,
ma anche il necessario per mangiare e dormire: posate e bicchiere numerati,
224
ASSP, II,
EDI
, 4521,
Regolamento 1925, prospetto dietetico tabella D.
225
Ibidem
.
226
ASSP, I,
Socc.-Dep.
, 250/1,
Regolamento 1853, art. 45.
227
ASSP, II,
EDI
, 5155,
Incontro fra ex insegnanti, assistenti, alunne
,
pp. 41-42.