261
A garantire la salute delle alunne sicuramente contribuiva il vitto ordi-
nario, che nel regolamento del 1904 veniva definito «sano ed abbondante»
219
.
Così doveva essere stato anche in precedenza, dato che
il trattamento ordinario della casa è di pane a colazione, o di una minestra; d’una
minestra, di due pietanze e vino, oppure d’una minestra, d’una pietanza, frutta,
caccio, e vino a pranzo; di pane a merenda; di una minestra e di una pietanza a
cena, la quale pietanza dovrà sempre essere di carne, tolti i giorni di divieto ec-
clesiastico
220
.
Si precisava, inoltre, in un apposito articolo, che «il pane si somministra
a sufficienza, si darà frutta a colazione, ed una pietanza di più a pranzo in al-
cuni giorni dell’anno, da determinarsi»
221
.
I pasti delle alunne comportavano
per le casse dell’Educatorio un cospicuo impegno di spesa. Come risulta da
un verbale del 1907, «il costo medio per ogni persona, della colazione (déjeu-
ner) che viene fornita alle alunne dell’Educatorio»
222
ammontava a lire 0,55.
La cifra ottenuta era il risultato di un “calcolo preciso” che contemplava tra le
numerose voci quelle relative ai costi di minestra, carne, verdura, condimen-
ti, pane e vino. Da questo conteggio risultava, nello specifico, che nei giorni
feriali si distribuivano normalmente una volta alla settimana pasta e cinque
volte riso o pasta in brodo con legumi; la razione giornaliera di carne era
di 234 grammi, di cui 117 forniti a pranzo; il pasto comprendeva, inoltre, un
piatto di verdura, svariati condimenti (sale, burro, olio, lardo e formaggio) e
una razione di pane grosso e grissini accompagnati da 10 centilitri di vino.
Nel computo totale venivano, inoltre, prese in considerazione le spese per
il combustibile, per il personale di servizio, per l’illuminazione e una quota
destinata a compensare il «deperimento degli arnesi di cucina e delle stovi-
glie»
223
.
L’attenzione all’alimentazione delle alunne si tradusse nel tempo in
un vero e proprio «prospetto dietetico», contenuto nel regolamento del 1925,
che prevedeva:
alla mattina: caffè, latte e pane. A mezzogiorno: minestra, pane, piatto di carne
guernito con legumi o verdura, frutta o dolce o formaggio. Nel pomeriggio: pane
219
ASSP, II,
EDI
, 4514,
Regolamento 1904, art. 51.
220
ASSP, I,
Socc.-Dep.
, 250/1,
Regolamento 1853, art. 68.
221
Ibid.
,
art. 69.
222
ASSP, II,
EDI
,
Verbali della Commissione speciale per le modificazioni all’ordinamento
dell’EDI
, 4527,
seduta del 1° luglio 1907.
223
Ibidem
.