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ricordi su una sorta di diario, di cui l’Istituto Bancario San Paolo di Torino curò la stampa.
Queste memorie, come si legge nell’introduzione «vogliono ravvivare il ricordo […] degli
anni della prima giovinezza, attraverso episodi della vita di collegio, ritratti di compagne,
profili di Superiori, lettere a casa». In taluni casi sono citate le date cui tali avvenimenti si
riferiscono: il periodo cui fanno riferimento gli scritti è quello che va dal 1933 al 1936.
201
Ibidem
.
202
ASSP, I,
Socc.-Dep.
, 250/1,
Regolamento 1853, artt. 84-98.
rimasta tra le pagine sbiadite del regolamento ottocentesco, ma che nella
realtà trovava applicazione per merito di «pratiche» quotidiane:
altro capitolo importante della nostra vita in collegio è costituito dalle pratiche
religiose. Abbiamo un Assistente Spirituale fisso il quale, oltre a celebrare le fun-
zioni, ci rivolge una dotta predica ogni domenica prima della Benedizione. [...] Da
qualche anno viene da noi il Teologo Villa, Cappellano Militare dal piglio fiero e
dalle sopracciglia foltissime; durante i sermoni ci porta spesso esempi tratti dalla
vita dei soldati, il che ci diverte molto, anche se il predicatore appare affaticato e
ogni tanto perde il filo del discorso. [...] Una volta all’anno abbiamo gli esercizi
spirituali, con Messa ogni mattina per una settimana e predica alla sera. […] Prima
di Natale celebriamo la Novena fino al giorno in cui iniziano le vacanze invernali.
[…]
Durante la Quaresima si osserva l’astinenza e si celebra la Via Crucis al ve-
nerdì; si osserva pure la pratica dei primi venerdì di ogni mese, con Messe e Co-
munione. Per tutto il mese di Maggio si va a recitare il Rosario in Cappella prima
di ritirarci in dormitorio
201
.
5.2
Cura del corpo e disciplina
Alla cura della persona veniva riservata un’attenzione notevole, attesta-
ta dai numerosi articoli dedicati a questo tema nel regolamento del 1853. In
ognuna delle due Case era presente un medico-chirurgo, che aveva il compito
di visitare giornalmente «ad ora fissa l’Istituto e provvedere per le ammala-
te presenti». In caso di malattia grave era tenuto a ripresentarsi alla sera o
durante il giorno qualora fosse stato necessario. Convittrici, maestre, alunne
e inservienti, ad eccezione della direttrice e vice direttrice, venivano curate
nell’infermeria. In presenza di «malattia contagiosa», il medico, in accordo
con la direttrice, provvedeva a «segregare l’ammalata»
202
.
Oltre all’isolamen-
to, in alcuni casi si rendeva necessario intervenire in modo più drastico. Signi-
ficativa a questo riguardo fu la chiusura dell’Educatorio per un periodo di 15
giorni in seguito ad alcuni casi di scarlattina verificatisi nel 1910. Al medico
spettava, soprattutto in tali circostanze, il compito di accertare l’idoneità e la
salubrità dei locali oltre allo stato di salute delle figlie.