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continuavano ad evidenziare l’appartenenza a ceti sociali medio-alti.A diffe-
renza del periodo precedente, però, oltre a medici e notai, aumentò in manie-
ra significativa il numero di coloro che appartenevano alla piccola borghesia.
Impiegati e negozianti registravano i valori più alti, seguiti dai proprietari,
dagli avvocati e dagli industriali. Significativo era anche il numero dei se-
gretari che, se sommato a quello degli impiegati generici, risultava essere
l’occupazione più diffusa. Anche per i medici è necessario, tuttavia, fare una
precisazione. Nel grafico, infatti, compaiono due voci nelle quali è possibi-
le ascrivere tale genere di professionisti: quella del medico-chirurgo, per la
quale è univoca l’interpretazione, e quella di dottore, che nello stesso tempo
poteva comprendere sia il profilo del medico generico sia indicare il titolo di
studio acquisito, non necessariamente in campo medico. Non avendo a dispo-
sizione informazioni più dettagliate rispetto a quest’ultima voce, si è ritenuto
opportuno tenere separati i due profili che, se considerati congiuntamente,
costituirebbero la categoria più rappresentativa.
In merito, poi, alla distribuzione dei posti all’interno dell’Educatorio, è
curioso osservare che delle 57 figlie di medici e chirurghi solo 8 risultavano
occupare un posto a pagamento. Da sempre l’Ordine dei medici costituiva
una presenza costante all’interno del San Paolo. I medici, infatti, erano una
tra le corporazioni più legate per discendenza con i fondatori delle piazze.
Questo spiegherebbe l’elevato numero di posti gratuiti e semigratuiti occupa-
ti da queste famiglie lungo tutto l’arco di tempo considerato.
Un’ulteriore conferma dell’immagine di esclusività di cui l’Educatorio
si fregiava proviene dalla presenza in istituto di un nutrito numero di ram-
polle di famiglie nobili per entrambi i periodi presi in considerazione. Sotto
“
aristocratico” ritroviamo conti, baroni, cavalieri e marchesi, titoli da sem-
pre tenuti in grande considerazione dai membri della Compagnia, la quale,
fin dalle origini, si era impegnata nell’opera di beneficenza nei confronti dei
nobili decaduti. Non si può affermare con certezza che anche in questo caso
si trattasse di aristocratici in difficoltà economiche. Tuttavia, sulla base dei
dati a disposizione, è possibile leggere un costante impegno del San Paolo a
garantire alle figlie degli aristocratici, decaduti o meno, un adeguato livello di
educazione.