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mutamento del contesto esterno – basti pensare al periodo rivoluzionario o
alla nuova concezione dell’istruzione della donna nell’Ottocento – senza tut-
tavia giungere ad una rielaborazione formale dei regolamenti.
In realtà nel 1735 era stato avviato un lavoro preliminare al progetto, non
realizzato, di proseguire l’
Istoria della Compagnia
e di stendere nuove regole.
Ce lo rivela il proemio ad un libro manoscritto che raccoglie i lasciti ricevuti
dalla Compagnia con i loro capitali, redditi e obbligazioni, raggruppandoli
per opera pia destinataria, al fine di formare «la base e il fondamento» su cui
appoggiare la continuazione della storia e la formazione di nuove regole, con-
formi alle nuove disposizioni dettate dai benefattori, in modo da favorire «il
bon governo». Era dunque già maturata la consapevolezza di quanto il grande
incremento dei lasciti, quasi sempre accompagnati da precise disposizioni sul
loro impiego e sui beneficiari, incidesse sul modo di operare della Compagnia.
Il testo propone numerosi esempi, tra i quali alcuni lasciti finalizzati a man-
tenere nel Soccorso ragazze di età superiore a quella prevista dalle regole
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.
Dopo aver esaminato i regolamenti e averli confrontati tra di loro per
coglierne l’evoluzione nel tempo l’attenzione degli autori si è rivolta all’ana-
lisi di come si svolgeva effettivamente la vita quotidiana nelle istituzioni, at-
traverso l’analisi degli ordinati e verbali e, per il periodo moderno, l’analisi a
campione dei rendiconti.A questo fine è stata molto utile anche una memoria
redatta dal conte San Martino di Agliè, rettore della Compagnia, sull’effettivo
funzionamento del Soccorso, spesso non conforme alle disposizioni normative.
Lo spoglio sistematico di ordinati e verbali, fonte primaria per segui-
re l’evoluzione istituzionale delle Opere, è stato finalizzato anche alla rico-
struzione della fisionomia demografica e sociale delle ragazze e delle donne
ospitate: i dati sono stati raccolti in due database; il primo copre il periodo
moderno; il secondo, relativo agli anni 1815-1879, utilizza anche i verbali della
nuova direzione delle Opere pie di San Paolo. Tenendo conto anche del terzo
database relativo al periodo 1881-1942, basato, come vedremo più avanti su
un’altra fonte, disponiamo dei profili di oltre tremilasettecento «figlie». La
rielaborazione dei dati ha consentito agli autori di ottenere informazioni si-
gnificative sul numero delle «figlie» ospitate nei diversi periodi, sul ceto della
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ASSP, I,
CSP
,
Libri storici dei lasciti
, 168, «
Libro istorico delle lascite fatte allaVeneranda
Compagnia di San Paolo e luoro capitali et annuali redditti et obligationi con applicazione
di esse lascite alle opere infrascritte della Compagnia cioè Officio Pio, Monte di Pietà, Soc-
corso, Deposito, Esercizi Spirituali e con annotazione delle sostituzioni da purificarsi», cc.
3-4, 10, 12;
cfr. Cantaluppi, 2003, p. 70.