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sociale, più che religiosa, caratterizzarono la politica assistenziale negli anni
successivi alla Restaurazione in Italia.
La soppressione degli enti religiosi, durante la dominazione france-
se, aveva di fatto sottratto alla Chiesa l’amministrazione delle opere eccle-
siastiche, patrimonio degli Ordini religiosi da sempre impegnati nella cura
e assistenza dei più poveri. Tale sorte era toccata anche alla Compagnia di
San Paolo, che aveva perso progressivamente la gestione delle Opere e il suo
patrimonio
140
.
Nei primi anni dell’Ottocento, per far fronte al problema di
coloro che per infermità o inabilità non potevano affatto svolgere un lavoro,
venne istituita nella municipalità torinese una Commissione amministrativa
degli ospedali e ospizi civili
141
.
Tale Commissione, incaricata di governare al
posto della Compagnia di San Paolo le Opere di sua proprietà, all’indomani
della Restaurazione perse il suo potere, per riconsegnare alla vecchia Dire-
zione il compito sottrattole
142
.
Il 27 luglio del 1815 lo scritto della Regia delegazione indirizzato al mar-
chese D’Azeglio, rettore della Congregazione di San Paolo, sancì il ripristi-
no delle funzioni amministrative della Compagnia in tema di gestione delle
Opere pie del soccorso e del deposito; fu un atto che formalizzò il ritorno
al passato, ma in sostanza ratificò il naturale prosieguo dell’attività di fatto
mai interrotta nelle due Case di educazione. A testimonianza di ciò, nell’ot-
tobre del 1815, venne accordata la pensione «di annui franchi 400 dalla pas-
sata Commissione degli ospizi civili» alla damigella Teresa Bussi «a titolo di
gratificazione per il servizio da essa prestato dal 1803 al 1810 come madre
dell’opera del deposito dopo essere stata convittrice in quella del soccor-
so»
143
.
Si deduce, pertanto, l’attenzione della Compagnia a farsi carico fin da
subito degli impegni assunti dalla passata amministrazione «non potendosi
dubitare che la pensione suddetta sia compresa ne’ debiti della manutenzione
140
Su questo tema si veda Merighi - Cantaluppi, 1991.
141
Ibidem
.
142
Si riporta qui di seguito parte della lettera indirizzata al marchese D’Azeglio, rettore
della Compagnia di San Paolo, dalla Regia delegazione: «Essendosi SM degnato di appro-
vare il progetto di questa Regia Delegazione […] sono in dovere di prevenire le SSVV
Ill.me essersi, fra le altre cose, da questa Regia Delegazione determinato che la Congre-
gazione di San Paolo, riassumendo l’antica Direzione, e ricevendo tutti li titoli, documenti
ed oggetti che la riguardano, prenda sin d’ora sotto la sua amministrazione tutti li frutti, e
redditi degli effetti stabili, e crediti di sua particolare spettanza, con esigerne gli arretrati ine-
satti a tutto giugno ora scorso, coll’obbligo però di far fronte al pagamento de’ debiti tuttora
esistenti, contratti per la manutenzione delle due opere pie, Soccorso e Deposito, dal primo
di gennajo corrente anno» (ASSP, I,
CSP
,
Ordinati-Verbali
, 16,
seduta del 27 luglio 1815).
143
ASSP, I,
CSP
,
Ordinati-Verbali
, 16,
seduta del 28 ottobre 1815.