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la data di ammissione delle figlie da quella dell’effettivo ingresso, in quanto
quest’ultima non viene mai citata nei verbali. In questo caso, la data del ver-
bale viene utilizzata come data di ingresso. La data di ammissione indicava
l’assenso da parte della Compagnia all’ingresso della figlia in istituto, che di
norma entrava nel mese successivo. Nel secondo periodo, invece, si dispone di
entrambe le date, ammissione ed ingresso.
Anche a proposito dell’età di ingresso delle fanciulle, mentre per il
1881-1942
si dispone della quasi totalità dei dati, per il primo periodo, invece,
l’indicazione è presente solo raramente ed è relativa soltanto agli anni ante-
cedenti al passaggio alla Direzione laica. Lo stesso dicasi per i dati relativi
all’uscita delle figlie, che risultano del tutto assenti tra il 1815 e il 1879. Le
informazioni raccolte sulle figlie non sono complete per tutti i campi contem-
plati. Per questa ragione, ad ogni interrogazione dei dati si precisa su quanti
record è possibile svolgere l’analisi. Ogni grafico, quindi, indica per quante
figlie il dato è disponibile.
La raccolta del materiale ha comportato un lungo lavoro di consulta-
zione delle fonti, che ha condotto al reperimento di notizie relative a più di
3000
alunne, sistematizzate ed organizzate nei due database secondo campi
di indagine similari. Il valore di tali dati consiste nella loro quantità, oltre che
nella qualità delle informazioni che offrono. Essi hanno permesso un costante
confronto con quanto veniva istituzionalmente riportato dalle norme e dai
regolamenti, ed hanno restituito, forse più di qualunque altro indicatore, un
quadro realistico della vita nell’Educatorio.
1.
Le Case del soccorso e del deposito all’indomani della Restaurazione
Nonostante i grandi mutamenti originati dalla Rivoluzione francese e
dall’Impero napoleonico, la vita nelle Case del soccorso e del deposito non
risentì degli stravolgimenti politici e continuò in modo non dissimile da quan-
to avveniva in Antico Regime. Il periodo di dominazione francese, pur de-
terminando cambiamenti sostanziali nell’assetto istituzionale, non causò la
radicale trasformazione delle Case, le quali conservarono al proprio interno
un’organizzazione praticamente immutata. La Restaurazione sancì di fatto
solo il ritorno dell’Opera all’antica direzione, poiché nella sostanza l’attività
non si era mai interrotta.
Nuovi riferimenti politici e culturali, una rinnovata concezione della po-
vertà, sempre più ascritta in un quadro di valutazione di natura economica e