218
Secondo la convenzione, le suore andavano a sostituire il personale pre-
esistente. Fra le maestre, se lo avessero ritenuto opportuno, le religiose avreb-
bero potuto mantenere coloro che già operavano all’interno dell’Opera
102
.
In caso contrario la Compagnia avrebbe assegnato una pensione vitalizia
proporzionata al ruolo ricoperto
103
.
Sempre alle religiose spettava la nomina
del direttore spirituale, «con gradimento però della Compagnia, la quale de-
terminerà lo stipendio da assegnare»
104
.
Il numero delle suore destinate alla
direzione era di cinque professe e di due coadiutrici. Era previsto che esso
potesse essere elevato fino a dodici
105
.
Si ha notizia che, dal maggio del 1848 fino al mese di dicembre dello
stesso anno, le religiose del Sacro Cuore «si allontanarono da quella Casa [del
soccorso]»
106
.
Benché non esplicitato, si può supporre che questo allontana-
mento fosse conseguenza dell’espulsione dei Gesuiti dagli Stati Sardi, voluta
dal Governo nel 1848, attraverso cui lo stesso incamerava tutti i beni immobili
102
L’art. 8 della Convenzione recitava che «nello assumere la direzione di detta casa, lor-
ché avrà luogo, se riesce possibile al 1° del prossimo novembre, le Religiose del Sacro Cuore
riterranno fra le attuali Maestre, Sottomaestre, ed altre aventi qualche ufficio in questa casa,
quelle che riconosceranno utili all’Opera. Quanto alle altre si concerterà il termine entro il
quale dovranno essere altrimenti provvedute».
103
In quella seduta i congregati deliberarono di assegnare «la pensione vitalizia di Lire
settecento alla Sig.ra Vittoria Rolla già Superiora della Casa del soccorso […] e a quelle
fra le Maestre, Sotto Maestre, ed altre persone aventi ora un qualche ufficio in detta casa,
le quali non potessero continuare a rimanervi, una pensione vitalizia individuale, la quale
non sarà maggiore di Lire quattrocento quanto alle Maestre, e non maggiore di Lire trecen-
tocinquanta quanto alle Sotto Maestre, ed altre persone aventi qualche impiego; la quale
pensione però cesserà qualora cambiassero stato o per matrimonio o per monacazione».
104
L’art. 7 così recitava: «La proposta del Direttore Spirituale è riservata alle Religiose
del Sacro Cuore con gradimento però della Compagnia, la quale determina lo stipendio da
assegnarglivi, previi gli opportuni concerti con le Religiose».
105
Secondo l’art. 10 «il numero delle Religiose da destinarsi alla direzione di questa Casa
è per ora di cinque professe, e di due coadiutrici, e potrà essere aumentato fino a dodici; in
questo caso la somma stabilita per caduna Religiosa non eccederà tra tutto le lire mille».
106
ASSP, I,
CSP
,
Ordinati-Verbali
, 23,
seduta dell’11 febbraio 1849. Nonostante l’assenza
delle religiose, l’attività nella Casa del soccorso non venne interrotta: vennero individuate
alcune «uffiziali» che sostituirono le suore nei diversi ruoli che esse ricoprivano. Si legge
a verbale che «li Signori Congregati all’oggetto di retribuire le diverse uffiziali della Casa
del soccorso le quali prestarono la loro opera a pro della medesima dall’epoca in cui le
Religiose del Sacro Cuore di Gesù si allontanarono da quella casa, dal mese cioè di Maggio
1848
a tutto Dicembre dello stesso anno, mandano pagarsi sui fondi stanziati per manuten-
zione di detta casa nel bilancio del corrente anno Lire cento alla Maestra Damigella Balbis
Margarita che riempì le funzioni di Superiora, Lire cinquanta caduna alle Maestre Gherzi
Elisabetta, Vinardi Emilia, e Damonte Vittoria e Lire venticinque caduna alle Portinare
Perini Luigia e Roatis Giulia, all’infermiera Botto Maddalena, ed alle Damigelle Rousselet
Enrichetta, Borra Giuseppa,Astesano Carolina, Destefanis Rosalia, Perret Carolina e Roa-
tis Maddalena che disimpegnarono le incombenze di Vice Maestre».