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Educatorio, usato comunemente nell’Ottocento, prevalesse il concetto di un
nuovo bene da dispensare alle donne: l’educazione della mente, del cuore, del
corpo, ossia quell’educazione intellettuale, morale e fisica che abbiamo visto
essere scopo dichiarato delle Case del soccorso e del deposito. Questo intento
diventa il denominatore comune sotto il quale vengono raccolti gli istituti per
ragazze di «civile condizione».Appare chiara, pertanto, la distanza semantica
e culturale tra un’istituzione che assunse sin dal nome una finalità educativa
e quelle Case che del “soccorso” e del “deposito” di ragazze “pericolanti”
avevano fatto il proprio scopo.
Sul territorio dello Stato unitario erano particolarmente diffusi istituti
retti da suore, annessi ai conventi. Dotate il più delle volte di ingenti patri-
moni e non gravate dal costo del personale interno, tali istituzioni risultavano
fortemente concorrenti con i rari educandati laici. Rappresentando una delle
poche alternative all’educazione domestica delle fanciulle, essi si ponevano
spesso in una posizione privilegiata, che consentiva loro di rispondere ad una
utenza variegata. E poiché godevano di stima e riconoscimento, tali conser-
vatori ed educandati, annessi ai conventi, svolsero un ruolo di mantenimento
nella trasmissione di un modello fortemente improntato alla vita religiosa
claustrale.
Questo aspetto, tuttavia, rappresentò anche la fortuna di tali istituzio-
ni: la chiusura all’intervento di fattori esterni, così come la lontananza dalla
famiglia e dalla società, erano garanzia di affidabilità e di riuscita. Negli edu-
candati di
élite
l’assenza di alunne esterne contribuiva a garantire un perfetto
isolamento da pericolose interferenze provenienti da classi sociali diverse.
Tuttavia, in alcuni casi la presenza di alunne non residenti si rendeva
necessaria per equilibrare il bilancio degli istituti di educazione. Lo stesso
Educatorio prese in considerazione, e poi approvò, la possibilità di ospitare
fanciulle in regime di semiconvitto ed esternato. A questo proposito è inte-
ressante il commento fatto da un amministratore della Direzione delle Opere
pie di San Paolo:
Circa la convenienza di quest’ammissione concordemente si osserva che non solo
l’Educatorio potrà ricavarne un qualche benefizio finanziario, ma che un van-
taggio molto maggiore ridonderà a pro della cittadinanza, sovratutto nella zona
di ponente della Città, dove vivamente è sentita la mancanza di scuole medie e
superiori.
Oltre all’aspetto finanziario, quindi, veniva contemplata l’utilità sociale,
pur mantenendo «le debite garanzie e cautele nell’accettazione delle alunne,