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La Chiesa dell’Ottocento attribuiva particolare valore all’educazione
delle donne, soprattutto delle giovinette, da essa ritenute più docili ad essere
guidate al bene, ma anche più facili ad essere traviate per loro naturale de-
bolezza
76
.
Ne derivò una notevole diffusione di opere a carattere educativo e
morale, di manuali di dottrina cristiana, di libri di formazione spirituale e di
devozione, destinati alle giovani che venivano educate nei conservatori, alle
madri di famiglia, ai sacerdoti e ai direttori spirituali, che avevano cura della
loro istruzione religiosa e della loro vita spirituale.
Il modello di giovinetta e di donna cristiana cui tendere si rifaceva alla
vita dei santi, la cui storia diventava esempio da imitare
77
.
Deve essere, tuttavia, ricordato che l’interesse per la dimensione reli-
giosa dell’individuo non era solo frutto di un’attenzione di stampo tradizio-
nale; tale impegno, che si traduceva nell’educazione cristiana cattolica delle
«
figlie», fin dalle origini era stato considerato dalla Compagnia come princi-
pale dovere cui attendere; una sensibilità che attraverserà l’intera vita degli
Istituti del soccorso e del deposito prima, e dell’Educatorio duchessa Isabella
poi, i quali conserveranno al loro interno «un sacerdote di fama specchiata
e versato negli studi sacri […] incaricato dell’insegnamento religioso, e della
direzione spirituale in cadun Istituto»
78
.
2.
L’Educatorio: una risposta nuova all’educazione femminile
Gli Istituti del soccorso e del deposito furono in grado di recepire le
trasformazioni culturali e pedagogiche della prima metà dell’Ottocento, che
si tradussero in trasformazioni strutturali: la nascita dell’Educatorio duchessa
Isabella, sancita nel 1883, formalizzò un processo di cambiamento e di matu-
razione dell’istituzione avviato ormai da lunga data. Con l’unificazione delle
due Case nell’Educatorio si compì anche nominalmente l’unione della Casa
del soccorso con quella del deposito, accomunate nell’intento di istruire ed
educare giovani donne. L’accettazione del protettorato da parte della duches-
sa di Genova, principessa Isabella di Baviera, consacrò il definitivo passaggio
delle antiche «Case di ricovero» in Educatorio
79
.
76
Scattigno, 1987, pp. 33-35.
77
Ibidem
.
78
ASSP, I,
Socc.-Dep.
, 250/1,
Regolamento 1853, art. 56.
79
ASSP, II,
EDI
,
Verbali della CE
, 4532,
seduta del 24 luglio 1883.