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In quegli stessi anni, numerose scuole femminili ottennero il patrocinio
di una donna della Casa reale: fu questo il caso delle già citate scuole su-
periori municipali, intestate alla regina Margherita e alla principessa Maria
Laetitia, ma anche del ginnasio privato Giriodi, intitolato a Elena del Mon-
tenegro, alla quale, qualche anno più tardi, una volta divenuta regina, il Co-
mune dedicò una delle sue scuole tecniche commerciali. Tuttavia, la scelta
della duchessa Isabella non pare casuale: moglie di un Savoia Genova, quindi
destinata a ricoprire un ruolo politico marginale, Isabella di Baviera arrivò in
Italia accompagnata da una meritata fama di donna colta, nonché di buona
conoscitrice della pittura
28
.
Erano probabilmente queste le doti che piaceva-
no alle Opere pie di San Paolo, perché incarnavano al massimo livello l’ideale
di donna che l’Educatorio voleva formare. Del resto, le famiglie di molte delle
ragazze benestanti che facevano domanda per entrarvi si aspettavano proprio
che le loro figlie ne uscissero dotate di un buon bagaglio culturale, garantito
dagli apprendimenti teorici ricevuti in classe, capaci di stare in società, grazie
all’educazione ricevuta nel convitto, nonché abili a gestire la casa e la fami-
glia, grazie all’insegnamento pratico dei lavori donneschi.
Per cogliere appieno il significato che all’educazione della donna veniva
dato all’interno dell’Educatorio bisogna, poi, tenere presente che i lavori do-
mestici e donneschi non avevano lo stesso significato in tutte le scuole: per le
ragazze «con minori mezzi di fortuna»
il far vesti e camicie, il ricamare, il tessere a maglia, il rimendare la biancheria, ed
altrettali lavori di famiglia s’insegnano di proposito, perché si vuole che le giova-
ni, uscendo dal convitto, sieno atte a tutte le faccende domestiche e possano col
lavoro campare onestamente la vita
29
.
Al contrario, nelle scuole che accoglievano allieve «di civile e agiata
condizione», come quella del San Paolo, essi rappresentavano un naturale
complemento all’«educazione intellettuale» delle ragazze, e offrivano loro
la cultura pratica necessaria a «renderle atte a compiere nella famiglia i
loro doveri»
30
.
L’educazione offerta alle allieve dell’Educatorio le avrebbe
28
Isabella di Baviera, figlia di Adalbert Wilhelm Wittelsbach di Baviera e dell’Infanta di
SpagnaAmalia, era nata il 31 agosto 1863 nel castello di Nymphenburg, vicino a Monaco. Le
sue nozze con il duca Tommaso di Savoia Genova (aprile 1882) concorsero a rinsaldare le
relazioni italo-tedesche. Morì a Roma nel febbraio del 1924.
29
Baricco, 1865, p. 152. La frase è tratta dalla presentazione del Convitto delle suore Fe-
deli compagne di Gesù, che ospitava allieve «di condizione poco agiata», al pari del Convitto
femminile di San Salvatore e della Casa delle suore di Sant'Anna.
30
Ibid.
,
p. 150. La frase è utilizzata per il Ritiro di San Giuseppe, che con l’Istituto del