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delle famiglie. Sin dagli inizi le istituzioni dovevano invece assolvere a un
ruolo di controllo e tutela nei confronti dei futuri sposi. Se i regolamenti del
Deposito toccano l’argomento ma non si soffermano sulle modalità attraver-
so cui dovevano essere svolte queste funzioni, quelli del Soccorso analizzano
la situazione più nel dettaglio. Essi attribuiscono una prima azione di filtro
alla Madre, che dopo essersi informata sulle qualità del pretendente, dove-
va informarne il rettore, l’economo o uno dei protettori. Costoro avrebbero
poi incaricato due amministratori di prendere ulteriori informazioni sulle
qualità del futuro sposo; qualora esse fossero state reputate buone, seguiva
l’approvazione del rettore al matrimonio, che coincideva anche con l’acqui-
sizione del diritto alla dote. La celebrazione del matrimonio doveva avvenire
lo stesso giorno in cui la giovane usciva, e fino a quel momento i promessi
sposi potevano vedersi solo in presenza della Madre. Venuto poi il giorno
stabilito, spettava alla Madre condurre la sposa nella parrocchia e assistere
alla celebrazione del sacramento. In tal modo, al momento dell’esborso del-
la dote, che si otteneva presentando le fedi del parroco, ella avrebbe testi-
moniato che tutto era avvenuto con «l’honestà conveniente»
208
.
Col tempo,
anche queste funzioni di controllo e tutela sulla scelta del marito vennero
progressivamente meno, fino a scomparire del tutto tra la fine del XVIII e gli
inizi del XIX secolo, e con esse come abbiamo visto, si allentò anche il peso
attribuito dalle figlie e dalle loro famiglie al conseguimento della dote delle
opere.
Solo in una decina di casi relativi al Soccorso e alla seconda metà del
Settecento vengono date informazioni sullo sposo. È tuttavia interessante no-
tare la presenza di elementi costanti. Sono infatti tutti individui che esercita-
vano professioni liberali, in grande maggioranza avvocati, notai e giudici a cui
si aggiunge qualche medico. Fra coloro che praticavano professioni di carat-
tere legale emergono in alcuni casi legami con organi dello Stato. Giuseppe
Bocca ad esempio, che divenne marito di Angela Beatrice Tamietti, fu giudice
nella Regia udienza di Sardegna
209
.
In molti casi inoltre l’ambito professionale di provenienza dello sposo
era lo stesso di quello del padre o dei fratelli della sposa. Nella famiglia delle
sorelle Monetti, Maria Maddalena Orsola e Maria Vittoria, che sposarono
rispettivamente un notaio e un avvocato, prevalevano nettamente le profes-
sioni di carattere legale. Il padre aveva svolto la professione di attuaro e i tre
208
Tesauro, 1658 e 1701**, Regole per la Casa del soccorso.
209
ASSP, I,
CSP
,
Lasciti
, 92,
fasc. 81/59.